marzo 26, 2006

                                 

         Beh, adesso mi metto alla tastiera e scrivo.

         Hai un’idea?

         No, ma qualcosa mi verrà. Qualcosa mi viene sempre. Mi sembra che non ho niente e poi invece, se me la prendo con comodo, scopro che nella testa c’è sempre qualcosa. A volte qualcosa di bello a volte qualcosa di brutto. Devo solo aspettare.

         Intanto lo vuoi un caffè?

         Sì, un caffè in questi momenti è quello che ci vuole.

         Allora lo preparo. Ora vado e lo preparo.

         Apri la confezione nuova che quello in offerta speciale faceva cagare.

         Hai ragione, però non mi ricordo dove l’ho messo. Forse nel pensile a sinistra, quello dove c’è la pasta e il riso, vicino alla marmellata.

         Ah, prendi i fiammiferi, l’accensione elettrica non funziona. I fornelli sono pieni d’umidità.

 

 

Sto parlando da solo. Quando mi succede così vuol dire che devo scrivere qualcosa. Probabilmente una storia stupida. E mentre carico la caffettiera mi viene la solita indecisione se usare l’acqua del rubinetto o quella minerale. Che tanto mi hanno detto che l’acqua che compro al supermercato la imbottigliano di nascosto nelle sorgenti del monte, quelle che alimentano la rete. Praticamente è la stessa, Polanca ha fatto la prova con due gocce. Altro che uccelli parlanti e nazionale, qui fra un po’ privatizzano tutto, vedrai. Alla fine opto per l’acquedotto.  Non ho pensato “opto”, una parola così ti viene in testa solo se stai scrivendo, al massimo avrò pensato “vado” o “macchisenefrega”. Però, opto per l’acquedotto me la segno, potrebbe tornare utile.

         Utile per che cosa?

         Boh, che ne so, magari per un gioco di parole.

         Giochi sull’acqua?

         No, giochi. In generale. Sull’acqua è difficile, quel cq è molto limitante.

         Veramente ci fanno anche i giochi olimpici sull’acqua. Anche il curling.

         L’acqua dura.

         Sì.

         E i pattini sono lame nell’acqua. Correnti nell’acqua. Ferma.

         Anche i pattìni. Però nel mare. O nel lago.

         Anche. Ma con questi penso più ai remi del quattro senza in acquaquattro.

         In sardo sarebbe più facile: abba.

         Già

         Quel giochino, per esempio, guarda babbo c’è dell’acqua. Abbà ba, abba bat.

         E sembra indicazione di una quartina in rima, è la parola prima, parola d’eccezione.

         Primordiale, si vede subito.

         E un rovescio d’acqua è sempre acqua.

         Abba.

 

 

Mentre rifletto sull’acqua, il caffè comincia a venire su. Smetto di parlare. Non so mai se bisogna aprire il coperchio oppure no. Subito dopo mi perdo in una tazzina. Nel senso che guardo il fondo e c’è tutta una storia. Brutta storia, vedo il fondo. Ve la racconto un’altra volta. Adesso mi faccio una pennichella, altro che scrivere. Tanto avrei scritto solo cazzate, tipo bruchi nell’acqua e non far falle. Non è una gran perdita.

 

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2 Risposte to “”

  1. mrka said

    ma alla fine, rubinetto o minerale?

  2. Accidenti.
    Complimenti.

    G.

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