settembre 29, 2006

    Anche così

Per esempio: ti può capitare di sentire una frase, magari mentre cammini per strada e incontri due attempate signore che conversano amorevolmente fra loro: “Principio di stasi in mezzo alle gambe”.
E pensi che una delle due stia parlando del povero marito, chessò, di quei principi di stracca legati all’invecchiamento, l’addio alle armi. Tanto che ti viene un po’ di tristezza, guardandole pensi subito all’inesorabilità del tempo.
Oppure, la stessa frase, la capti dalla televisione, da un medico ospite in un salotto di sani e belli, tanto per dire. E di nuovo pensi al viagra e cose così, a quando ci dovrai fare i conti pure tu con la pastiglietta miracolosa.
Invece no, stanno parlando di vene varicose. Sì, questi stanno discutendo dei problemi derivanti dalla stasi -la faccia interna delle gambe, gli inestetismi, la stanchezza provocata da un cattivo flusso del sangue- dicono.
Allora anche quelle di prima, le due signore, parlavano di questo? Sì, probabilmente sì, è possibile che abbiano visto la trasmissione la sera prima e che questa sia solo una replica. No, è in diretta,invitano la gente a comporre il numero in sovraimpressione. Allora è un caso di sfiga. Ti sei commosso senza motivo e sei un cretino, ben ti sta, così impari a origliare e non farti i cazzi tuoi.
Stasi, ti ripeti. E vai a consultare un dizionario, pensando di aver sentito male. Conferma:
“rallentamento o ristagno della circolazione di un liquido organico” .
Ti senti tradito dalle parole. Non so, come quando uno si prende gioco di te. Non è la prima volta che mi succede, vi ho già raccontato di quando era morto Wojtyla, che la giornalista parlava delle lacrime dei fedeli, delle piante spoglie del Papa vero. Anche in quel caso capii male e pensai alle coltivazioni del papavero in Afghanistan. E subito dopo alla religione e subito dopo all’oppio dei popoli eccetera eccetera. Feci una figura di merda con me stesso.
O come quella volta che in ufficio il collega della cassa cambiali protestava con un cliente protestato dicendogli che quello che cercava non era un titolo dell’agenzia. “Titolo d’agenzia?” pensavo fra e me e me, spaventato. E quello insisteva “ controlli bene” e il mio collega a ripetere che non era un effetto della dipendenza. Effetto della dipendenza? diommio, EFFETTO DELLA DIPENDENZA, sono perduto!
Capite, quando sono le parole a fare le furbe, io non ci sto. Perché vorrei dominarle.
Allora cosa faccio: prendo il telefono e chiamo la trasmissione.

– Buon giorno, vorrei intervenire sul problema della stasi.
– Sì, stia in linea.
– Abbiamo un telespettatore.
– Sì, ecco…io vi ho ascoltato con attenzione e vorrei dire che ho trovato la soluzione.
– La soluzione alle varici?
– La soluzione della stasi in mezzo alle gambe.
– Lei è un medico?
– No ma sono esperto di arti inferiori.
– Sentiamo, è proprio delle gambe che stiamo parlando.
– Non intendevo in quel senso. Produco pessime poesie e qualche gioco di parole. Roba di scarso livello. Comunque la soluzione è “anche stanche”.
– Questo è l’effetto, non la terapia, dell’affaticamento ne abbiamo parlato come una delle conseguenze.
– Senta, non c’entra niente quello che avete detto prima. Prima il dottore mi ha tratto in inganno e adesso io voglio dire la mia, sono un teleabbonato.
– Prego vada avanti, abbiamo pochi secondi.
– Ho sentito benissimo, il primario ha detto “il principio di stasi in mezzo alle gambe”, ottima definizione. La spossatezza non va bene, semmai avrebbe potuto dire "stanchezza",  o “stracca”. Comunque il principio di stasi è st, e dalle  gambe sono passato alle anche. Anche anche, scusi il bisticcio. Allora la soluzione non può che essere quella, anche stanche.
– Le ripeto che ne abbiamo parlato anche noi.
– Lei è molto simpatica cara conduttrice ma non ha capito una mazza. Arrivederci, legga la Settimana enigmistica, ogni tanto. Lo può fare anche tenendo le gambe sollevate, sul divano, in completa stasi.

Ogni tanto mi vendico, e che diamine.

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6 Risposte to “”

  1. aquatarkus said

    Mi unisco all’accorato appello.
    Anche se ho avuto un’orribile visione leggendo la frase:
    “Feci, una figura di merda con me stesso.”

  2. Faula said

    Tu hai la capacità di sorprendermi sempre per la facilità con cui riesci a produrre bei testi lavorando intorno a una semplice idea.
    Questo testo ne è la conferma: inventi due belle crittografie e, come se non bastasse, ci ricami su un gustosissimo racconto, arguto e ironico quanto basta per la delizia dei tuoi lettori. E se ti annoveri tra i fautori di arti minori, benvengano anche i racconti scritti con i piedi.

    ps.
    Non so dove vuoi arrivare, ma sei certamente sulla buona strada…

  3. triana said

    sì sì è un mago il birimba quando parla di arti inferiori (ricordo sempre la meravigliosa crittografia a proposito delle bancarelle di un certo sito) e poi è un mago a costruirci sopra considerazioni e raccontini. Ma fosse un maghetto davvero, tout court?

  4. RobySan said

    Eh, eh, eh, eh! Così sei preoccupato dell’età e della stasi, tu che bi-rambasti!

  5. birambai said

    sì Rob, da stalloni a “scallonis” 🙂

  6. cos’è crittografie?
    ih, già sono poco ignorante, già
    la storia, nonostante io vi odi tutti quanti ne siete, mi piace assà

    ps: sono preoccupata, oggi ho scritto “sgorgava, costante, contante sonante”
    ho tanta paura

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