ottobre 9, 2006

Eno-gastronerie


Maiale alle ortiche

Ingredienti: un maiale, otto cipolle, burro, vino rosso, venti uova, un ramo di mirto, erbette, ortiche, peperoncino, acqua, sale.

Tempo di preparazione: un’ora circa.

Grado di difficoltà: elevato.

Affettate otto cipolle, prestando la massima attenzione a che le fette siano molto sottili.
Per fare questa operazione dovrete tenere gli occhi bene aperti. Ecco, così, un po’ di più…bene così.
No, non state piangendo, è solo l’effetto "affetto", anche perché questa ricetta non è adatta per le mammolette romantiche. Però potete approfittarne per dire “ti amo” a vostra moglie come non gliel’avete mai detto prima d’ora. Si consiglia di non esagerate con l’enfasi, se volete essere credibili.
Bene, ora prendete del burro, una noce. Vi state chiedendo come mai le noci non compaiano fra gli ingredienti? Una noce di burro, va meglio così?
Dunque prendete una noce di burro e copritela bene, in modo che non ci arrivino le mosche, che non c’è neppure la noce moscata nell’elenco e così evitate di farvi altre domande del cazzo.
Riempite un bel bicchiere di vino rosso, possibilmente cannonau del Mandrolisai. Anche di Oliena va bene. Bevetelo.
Prendete sette mele renette, sette pesche, tre belle pere, delle verze ben fresche, erbette del vercellese, del pesce, penne, trenette (sette lettere: t-r-e-n-e-t-t-e), effe, enne, erre, esse, elle, emme e, lemme lemme, stendete le fette perfette nel…
che fetente, ma che mi ha preso? La E c’entra, in questa ricetta, ma non fino a questo punto.
A questo punto, semmai, è la O a farla da padrone. Entra in gioco il PORCO, infatti.
Prendete il maiale, nel senso del maiale.
Prima di ogni altra cosa, munitevi di un grosso recipiente, meglio se è di coccio e meglio se è grande, che se no il maiale non ci sta. Riempitelo di abbondante acqua salata e immergetevi il maiale. Se lui si dimostra soddisfatto, pensando di essere al mare di Alghero, siete sulla buona strada. A quel punto chiedetegli come si chiama. Quasi certamente vi risponderà “porcèddu”, con la E esageratamente aperta. In rapida successione leggetegli qualche articolo della Costituzione Italiana, un brano del Corano, una canzone napoletana e la traduzione di un gospel. Noterete subito segni d’insofferenza suina. Allora prendete degli occhiali, con una montatura larga, e appoggiateli sul muso del maiale. Legategli un fazzoletto verde intorno al collo. Guardatelo bene e ditegli “referendum!”. Oppure: "miiinchia!" Lui grugnirà e a voi sembrerà di averlo già visto.
Riempite un bicchiere di vino rosso. Bevetelo. L’avevo già detto? Bevetelo lo stesso, male non vi fa.
A questo punto, le cipolle e il burro e tutto il resto non vi servono più. Potete anche buttarle. Prendete il maiale e cospargetelo di peperoncino in tutte le parti. Ho detto tutte!
Mettetelo in un sacco e liberatelo solo quando sarete arrivati in un campo di ortiche. Mentre corre, impazzito, tirategli dietro tutte le uova.
Ah, dimenticavo, lanciategli anche il ramo di mirto, urlando qualcosa in sardo.

Ora potete tornare a casa, con calma, gustandovi i pensieri che vi vengono in testa. La qualità di questi ultimi dipenderà dalla bontà del vino che avete bevuto. A me, che ho bevuto un Turriga, mi si è stampato un sorriso fisso di soddisfazione.
Vi potrà capitare di avere delle illuminazioni. Tipo: maioliche e porcellane. Oppure: maialiche e porcellone.
Ma anche cose più importanti. Passando davanti al Motel, tanto per fare un esempio, io mi sono fermato e ho pensato alla finanziaria. Guardavo attentamente il palazzo, stando immobile, con lo stesso sguardo che avevo mentre affettavo le cipolle, attentissimo. E ho detto:  le imposte e le finestre della pensione.
Robe così.

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19 Risposte to “”

  1. aquatarkus said

    I cinesi hanno una variante al bambù, chiamata così perchè il suino deve passare in mezzo ad una folla armata di bastoni.
    Il vantaggio è che dopo la carne risulta ben frollata e tenera.

  2. triana said

    Ancora bevi? Guarda che poi ti fa male e chiagni…mì, quanti chianti che ti fai!!

  3. utente anonimo said

    Non starò qui a farle paternali sulla sua ostinata propensione a farsi beffe della Bossi-Fini (oltre che di Bossi e Fini, comunista che non è altro!). Ma, perbacco, almeno cambi pusher!

    Gieffe

    P.S. Avrei bisogno di un suo indirizzo e-mail (anche se non ho ancora ben chiaro a cosa mi serva…) Sarebbe così cortese da
    volermelo comunicare?

  4. se mi si concede il francesismo: me n’esce la goccia dell’urina

  5. deliziosa ricettina sadomaso alla achille campanile, se l’achille fosse stato sardo e più divertente 🙂

    Si potrebbe saper qualcosa di più del cadhigalongu?
    Se non è disturbo…

  6. RobySan said

    Questo dev’essere il ben noto porcèddu pattagarracchiu di aldogiovannegiacomiana memoria.

    Non è granché il mare di Alghero-Alghero. D’altro canto non sono un maiale.

    Con quel che costa una bottiglia di Turriga, ci mancherebbe che poi fai la faccia insoddisfatta.

    Dopo di ciò: tentare la scalata dell’Himaiala! O dell’Anna Purna.

  7. Faula said

    le robe così, per quanto indigeste, sono anche le più gustose 🙂

  8. zop said

    è più delizioso il racconto o la ricetta?

  9. feddah said

    ciao signore, come stai? tutto bene? vienia trovarci piu’ spesso dalle parti di liberostronzo, non ci siamo piu’ sentiti, nè con te nè con la Dettoressa Carriego…

  10. utente anonimo said

    Ciao zietto, il vino doveva essere dei migliori, conserva qualche bottiglia per il nostro prossimo incontro. Divertente, sopratutto pensando alla tua faccia da furbetto attempato. Ops, ho detto attempato, però ben tenuto.
    Alex, la tua nipotina (stavolta niente confusioni)

  11. Faula said

    Alex, fossi tuo zio, ti ripudierei per quell’attempato!
    Ehhh, non ci sono più i nipotini di una volta… ;))

  12. RobySan said

    Solo il nipote capisce lo zio…

  13. birambai said

    Roba da matti. Finirò col definirmi “nepotista”, io che da bambino usavo quella parola per defnire così i miei peggiori avversari politici. Ma la cosa bella è che questa “nipotina” osa definirmi attempato dimenticando bellamente che siamo quasi coetanei (quel quasi sono un paio d’anni di differenza).
    Cara nipote, sarò indulgente nei tuoi confronti solo perché un certo dovere familiare mi richiama alla maturità e al buon senso. Dunque, ancora una volta, conserverò per te una buona bottiglia.

  14. utente anonimo said

    Caro zietto, la tua indulgenza mi commuove, oserei dire fino alle lacrime. Chiedo venia per la mia temerarietà nel citare la tua non più verde età, ma sai anche tu che il buon vino invecchiando migliora.
    Suvvia perdonami e riaccoglimi nella tua magione come si conviene alle nipoti “prodighe”. Alex

  15. zop said

    ma mi son proprio divertito sai? davvero! eh eh eh!

  16. Questi deliri mi fanno uscire fuori di testa. Geniale. Solo che io spero che nessuno ti porti a Forum perchè R.D.C. è contro il maltrattamento degli animali, anche se lei stessa ammette che le sue scarpe sono di pelle di vitello perchè tanto i vitelli sono destinati alla morte, secondo lei. Io ci avrei aggiunto ancora un bicchierino di vino, o di mirto o di birra, per armonizzare. Senti quando lo fai mi inviti a mangiarlo, io porto anche qualcosa cosi tanto per. Però non vorrei pensare alla finanziaria. Magari penso alla Carriego. Grazie di tutto. Saluti. Ciao.

  17. Petarda said

    ripetuto sollazzo, fenomenale.
    anche leggendo i commenti (solo il nipote capisce lo zio…).

  18. Mi ha fatto davvero sbellicare. Benché il posto sia stagionato, lo linco issofatto sul mio blogo, acciocché le trasecolate, ebefatte platee che sporadicamente lo visitano in promenada ne godano anch’esse.

  19. Suggerimenti per il vino rosso, che devo andar in enoteca a ordinare un po’ di scorte pro cantina? ;-*

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