febbraio 14, 2007

Ma a me cosa me ne importa che tanto io, cosa vi credete, sono un duro e quando mi ci metto gli dico ista mudu, tue. Che tanto io festeggio domani e dopo. E dopo ancora, itte cosa est cust’ammore, che io sono un piccolo balente. balenteddu, balentino.

“strano ora pensare a te”
è notte appassita e parlo
ancora un poco fuori tempo stonato parlo
la guancia sulla mano
una penna che cade sul letto disfatto
il muro bianco ovunque ti muovi

una voce che sa di fiato
la tromba di Chet disadorna
parole masticate di vecchio re minore
il ricordo fra le tempie
museo polveroso di nomi

strano ora pensare a te
my fun-ny Val-en-tine
che non sorride non ha mai sorriso
questa ballad di guance incavate
e nulla da piangere ora
su rimpianti e paure
paure
sweet com-ic Val-en-tine
le promesse crepate anni fa

è rimasta qualche parola
da dire c’è sempre, anche ora
ricurva
nel buio dei fogli
quattordicidue quattordicidue
ricorda ma cosa

un soffio lungo sottile
la faccia rasata di fresco
unghie spezzate e silenzi
e perdoni prima dell’alba
disamore
in camicia di seta  profumo speciale.

Non cambiare neanche un capello per me
sarà tutto diverso vedrai
cantiamo insieme l’ultimo chorus
sul pavimento
con le bocche allungate
nel buio

infotografabili, prima del sole


Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: