marzo 7, 2007

Sento una voce. E’ la voce di bardofulas, lo so.

– Bisogna aggiornare, bisogna aggiornare.
– Ma oggi non  riuscirei a scrivere neppure la lista della spesa.
– Metti comunque qualcosa. Anche la lista della spesa, perché no, quei pochi lettori che passano capiranno, vedrai.  Ti vogliono bene, anche se il merito è più mio che tuo.
– Come tuo?
– Sì, il blog vive di vita propria, può anche fare a meno del suo titolare.
– E allora perché mi chiedi di postare?
– Lo dicevo per te.
– Per me?
– Sì,  così magari socializzi un po’.
– No, oggi non ne ho nessuna voglia..
– Fai come cazzo ti pare, però  sarebbe meglio  che tu mi ascoltassi, ogni tanto.
– Ma sono stanco, vuoto, stonato. Come te lo devo dire?
– Metti una cosa breve, una roba senza senso.  Guarda che lo hai fatto spesso,  la maggior parte delle pagine sono  robetta di cui mi vergogno. Non ti ho mai detto niente per non urtare la tua sensibilità ma …
– Ma?
– Beh, ecco,  forse è meglio se non ci metti troppo impegno, che tanto il risultato è lo stesso: sempre robetta. 
– Alcune cose mi sembravano buone. Qualche racconto.
– Mmmh, lascia perdere. 
– Sì, lasciamo perdere. Anzi , adesso ti chiudo.
– Ecco, ti sei già offeso.  Volevo solo dirti di  non trascurarmi troppo e tu  fai il sostenuto.  Tu non mi vuoi più bene.
– Adesso mi fai anche le scene?
– No, tranquillo, non piangerò.  Anche se ne avrei tutte le ragioni del mondo quando non mi degni neppure di uno sguardo.
– Ma cosa dici? Negli ultimi tempi ho smesso di frequentare gli altri siti. Scrivo pochissimi commenti,  ti dedico molto più tempo, molto di più rispetto a quando ci siamo messi insieme.
– Me lo stai rinfacciando?
– Ma no!  Senti, basta con questo muso, dimmi cosa dovrei fare.
– Postare. Adesso. Dimostrarmi un poco d’affetto.
– Ma non ho niente da scrivere.
– Prendi una cosa già pronta.  O uno di quegli stupidi giochini di parole che hai seminato qua e là.
– Tipo?
–  Tipo questi, guarda qui.
–  Ma che fai, vai a frugare nelle mie cose?  Bene, molto bene.  Vuoi fare a meno di me, potevi dirmelo subito. E allora fai pure, esercita pure questa forma di onanismo.
– Davvero posso?  Ma guarda che lo faccio per noi due. Solo per noi due. Bobbò, per noi.
– Ho capito, ho capito. Noi due.
– Guarda, ho scovato queste crittografie, per esempio:

Maschera del teatro giapponese:  FACCIA FINTA DI NO
Editto pugliese: LETTO A UNA PIAZZA DI FOGGIA ANTICA
Podio regale: BASE PER ALTEZZA

– O questa vecchia filastrocca che avevi mandato su un altro blog. A proposito diglielo a quelli di fanfan  di levare un po’ di polvere, ogni tanto.
Era questa, ti ricordi, l’avevi titolata "muto d’accento"

Legàmi,
giacché mi capita di leggere di leggère giacche o di una scia di lacche sulle teste di lacchè
di principi e di scià che perdono la meta, di legàmi da tenere con le tenere metà.
Di princìpi del perdono, di dòmini e domìni, di pàttini e pattìni
del pure nel purè, del pero nel però, del si che si fa fa.
Del sì che è sì testé, nell’àmbito subìto, nell’ambìto sùbito, nel còmpito e il compìto.
Di tèndine e tendìne, di protesi e protèsi con rètine e retìne.
Di uno scampo che scampò all’amo che l’amò, il cànone e il canone, la formìca nella formica ed il gatto nel gattò.
Lègami, o la farò nel faro della baia di Baia, sul canapè di canape con la bàlia in mia balìa.

E ancora…

Ho detto ancora.

– Ma anche quest’altra sciocchezza,  questo falso dizionario enologico che avevi mandato non so dove.
 

Abboccato: vino ingenuo, gustabile anche “a canna”; particolarmente adatto al pesce. In Sardegna può essere di parte.
Albana: vitigno utilizzato da un famoso cantante italiano
Amabile: da amo; vedi abboccato
Barricato: vino stagionato. Particolarmente apprezzata l’annata del 1968
Botte di legno: dicesi di randellate, mazzate, bastonate (vedi barricato)
Brunello: né bianchetto, né rosatello, né rossetto, né verdicchio
Brut: eppure piace a molti
Disco del vino: la donna cannonau
Dolcetto: uno degli hallo- wine
Marsalato: dicono che sia dolce, ma avete mai bevuto al largo del mar Tirreno?
Monica: assai buono
Monica: molto bona, sì quella che state pensando.
Nasco: vino giovanissimo
Rossetto: vino che lascia macchie sulle camicie maschili
Semisecco: sec
Spunto: da offrire solo in determinate occasioni
Tino: un mio amico

– Sono tutte cazzate, spero solo che Polanca non passi da queste parti. E comunque adesso ti spengo. Non voglio neppure vederlo questo post.

 

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