marzo 12, 2007

Proite no arriban istedhos, como
a istampare su chelu
a mi facher pompiare
prus adhae ‘e sa carrela
affrigida de eletricu
e domos nigheddas.
E proite non pranghen a sucutu
cando los bido
“itte b’at, itte at suzzessidu?”
cun ojos interrados
e dae nudda aggallados.

E sos anghelos,
itte aisettan sos anghelos
a facher su zustu
in custu sero goi maccu
chi avansat insustu
in su tzirriu mortu ‘e sa preda.

Eja, a bois, a bois soe nande.
Lassade pasare, un’iscutta,
sa bantzicadura pensamentosa
chi s’iscravat in terra.

Perché non arrivano stelle, ora
a bucare il cielo
a farmi guardare
oltre la strada avvilita
di lampioni e di case più nere.
E perché non rompono in pianto
quando le vedo
“cos’è, che ti succede”
sul mio sguardo infossato
e incallito dal niente.

E gli angeli,
cosa aspettano gli angeli
a fare giustizia
di questa stupida sera
che umida avanza
sul grido morto delle pietre.

Sì, voi
concedete riposo, una tregua
a questo dondolio
di pensieri
che cadono a terra.

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5 Risposte to “”

  1. tizziana said

    eh però nn vale.già son triste di mio,così mi sfrango in lacrime

  2. aquatarkus said

    Potente. Fuggire dal cuore nero di quel luogo o rimanere? Portarselo dentro e sentire per sempre il soffio del maestrale nelle conchiglie o farsi piegare da quel vento come una quercia da sughero?

  3. manuelac80 said

    ma dove posso imparare a scrivere in sardo?

    tu scrivi come parli?

    è bellissimo leggerti così!

    il dialetto che conosco -poco!- io è diverso.

    questa è un’invocazione, oltre che semantica, ritmica.

    *a si biri*

  4. triana said

    Bobbò, ma è tua? ma così brAVO SEI? cIOè, BRAVO LO ERI, PIù BRAVO (E VOGLIO DIRE SEMPRE PIù POETA) sTO SCRIVENDO SU UNA TAQSTIERA NERA AL BUIO, SI VEDE, VER4O? Mi è piaciuta proprio tqanto, in sardo e in italiano

  5. RaffaelaR said

    Eja, a bois, a bois soe nande.
    Lassade pasare, un’iscutta,
    sa bantzicadura pensamentosa
    chi s’iscravat in terra.

    Si, a voi, a voi lo dico
    lasciate passare, l’attimo
    di un zoppiccante pensiero
    scaraventato a terra

    l’ho tradotta così come la sentivo

    i tuoi sono versi molto profondi quella sera matta e il grido della terra…lasciate passare un momento. Molto bella

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