marzo 13, 2007

Siamo così giunti al termine. C’è però il tempo per raccontarvi la  serata di sabato. E’ possibile che mi sfumino e che le ultime frasi finiscano sui titoli di coda. O che cancelli tutto di nuovo. Io ci provo.
Boh, c’era questo tipo che cantava, uno che non avevo mai sentito. E’ una vera star, mi dicono, la rivelazione musicale degli ultimi tempi, mì non perderti il concerto di stasera. Noi ci andiamo di sicuro non fare il sirbone stanati guarda che è uno bravo vestiti così non metterti quella roba là ho un sacco di cose da raccontarti.
Sì, però arrivo in ritardo che prima c’è il Cagliari, nell’anticipo, e per il Cagliari aspetta financo la Kidman. Uh, forse l’ho sparata grossa. Non c’è storia, questo volevo dire, si esce dopo, con calma.
Suazo pareggia e io vado. Avremmo meritato di vincere e io vado. Un’ora di ritardo che volete che sia io vado.
L’evento è già iniziato da un bel po’, entro nel locale con fare disinvolto anche se nessuno si accorge di me. Sorrido a tutti ma nessuno mi vede. Faccio ciao a una che conosco e lei mi guarda con l’aria interrogativa di chi sei chi ti credi di essere ciaociao fallo a tua sorella. Barbaricinismo puro.
Finalmente scorgo le mie amiche e mi sistemo vicino a loro, in piedi, in un angolo, l’angolo dell’ultimo arrivato, il posto del coglione. Ma tanto è da sentire, anche se non vedo bene posso ascoltare.
Il poeta moderno urla delle cose, parla, a tratti canta. Poi parla di nuovo con uno che gli sta a cinquanta centimetri e che si rivolge al nostro metà in italiano e metà in sardo. Difficile seguire, difficile. Eppure ci metto tutta la buona volontà, che io sono curioso quando mi dicono che c’è un fenomeno.
L’amplificazione non aiuta, il suono è tutto intubato, ci vorrebbero i sottotitoli come all’opera lirica. O il libretto o la pag.777 di televideo che so io. Mmm, forse è una questione di età. Mamma, mi viene paura, non capisco, non capisco una sola parola. Forse questa serata serve a farmi capire che sto invecchiando, mamma ho paura.
Il livello alcolico del pubblico è già sulla tacchetta rossa, io sono lucidissimo maledizione non riesco a battere le mani e i piedi sono piantati in terra come due paletti da geometra. Peggio per me, così imparo ad arrivare tardi. Un bicchiere di Jerzu, poi un altro e ancora uno. No, non va.
Comunque mi concentro ancora, e riesco a cogliere alcune parti di un testo. Molto ermetico, molto ermetico. Mi ricordo che parla di gel. Il ggell, dov’è finito il ggell, dove ho messo il gell? dove ho messo il gell? dov’è il mio gel? dov’è il mio gell? dov’è il mio gell? Dov’è finito il gell? Dov’è finito il ggell? Dov’è finito il ggell?

Pubblico in delirio.
Questo vino mi sta facendo male, penso. E appena penso così, di nuovo applausi e urla di fans scatenati. C’è qualcosa di strano.
Uno, seduto in prima fila, le sa tutte a memoria le canzoni e vuole cantare anche lui. E canta. E a me, fra questo che può essere di Orune e il cantautore piemontese, mi sembra che non ci sia molta differenza.
Quando penso così di nuovo applausi. Oh, cazzo. Però stavolta è perché il cantante è diventato parlante e dice delle cose che io ancora non riesco a capire.
Che lingua è? chiedo a una mia amica seduta vicino a me. Come che lingua è! E’ italiano: allora è terrore.
Più tardi la star discute con uno che si è piazzato lì affianco a lui e  tutti cominciano a gridare “bellamariè, bellamariè, bellamariè”
Questo dev’essere il suo ultimo successo, penso, gli stanno chiedendo il pezzo forte, il cavallo di battaglia. Invece no. E’ arrivato uno che si chiama Marieddu e pare che sia costume salutarlo così.
Devo bere, devo bere. Forse così… bellamariè bellamariè.
Macché, il vino è strano. A un certo momento mi sembra di essere altrove, ho un deja vu, mi pare di ricordarmi di una volta che ero finito a Urzulei, senza sapere come, e cantavo corri ragazzo vai e non fermarti mai Urzulei lallallalàlallallalà.
Il concerto finisce. Senza che io ci sia entrato minimamente, anzi sono rimasto fermo coi paletti conficcati. e la testa che è un dlindlon. Anche adesso che tutti si muovono e si divertono vicino al bancone del bar, sto immobile e sento di avere uno sguardo da ebete. Mi sento una specie di Bobby Solo, un Little Tony, uno di quelli che tanto lo sai quanti anni hanno, cantano dal 1900. Di quelli che non si rassegnano a invecchiare, ma tu lo sai anche se hanno il ciuffo. Aspè che me ne vado prima di mostrarmi ancora più patetico. E mi tocco i capelli che sento improvvisamente sulla fronte anche se li ho cortissimi.
Poi penso ancora. E mi faccio due accordi nella testa.
I giovani son giovani, cazzo. Beati loro.
I giovani sono come giovani
I giovani alla faccia dei vecchi sono giovani
I giovani cantano le canzoni
I giovani hanno facce di giovani
I giovani bellamariè bellamariè
I giovani sono giovani e non hanno il ciuffo
I giovani sono giovani beati loro
I giovani anche se hanno i capelli corti
I giovani cantano e capiscono
I giovani bellamariè bellamariè
I giovani sono giovani come giovani…

Oh merda ma che mi prende?
Scappo via. In macchina canto a squarciagola:
da una lacrima sul viiiisoooo, ho capito molte cooseeee.

In un minuto sono a casa. In bagno, mentre mi lavo i denti, un enorme tubetto di gel si materializza vicino allo specchio. Poi tutto comincia a girare vorticosamente. Mi sento molto Peppino di Capri e il cuore che ti vuole bene.

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17 Risposte to “”

  1. tizziana said

    bella mariè era l’unica cosa intelligente e simpatica che ho sentito,ora che ci penso.se leggevo i testi prima, o nn ci andavo al trittico,oppure andavo, e lo picchiavo con la bicicletta.bugo.

  2. aquatarkus said

    La prima frase mi ha lasciato sgomento.

  3. utente anonimo said

    …ri – cheapeau !
    Az.

  4. birambai said

    Noblesse oblige: spero che ci sia una virgola, dopo grande.

    tizzia: “e lo picchiavo con la bicicletta” è una citazione bughiana o è farina del tuo sacco?

    Aqua: ma forse sono uno spergiuro.

    To’: Arigatò

  5. tizziana said

    ohi,ess bobbò..mi deludi..è di benito urgu!!

  6. cybbolo said

    sì, sì, come ti capisco: questi dejà vu s’intonano a pennello con la presbiopia, la perdita dei decibels e della memoria, la caduta dei capelli e magari di qualche dente, la spinta prostatica e l’ingobbimento progressivo, e bellamariè non aiuta molto, ché ci vorrebbe faust o l’esorcista…;-))

  7. Petarda said

    sono morta dal ridere, bobby. sì, lo so: la malinconia; il tempo che mai più ritornerà; le rose che non colsi. ecc. ecc.
    molto meglio urzulei, orzowei… bellamariè…
    e comunque, aggravante: è già da un bel po’ che non siamo più giovani. sappilo.
    bellamariè, compadre.
    (ma non ho capito, ci stava pure un cantautore piemontese? e chi era? o te lo sei inventato di sana pianta?)

    (ihihihihih)

    (comunque chi ha un’ironia spiccata, secondo me, è sempre stato vecchio)

  8. utente anonimo said

    Orzowei….!
    dio che cadaveri che hai tirato fuori dagli anfratti dell’armadio!
    però mi hai fatto troppo ridere!!

    …bellabirà!

  9. utente anonimo said

    ..Orzowei…Wobinda…cosa ne sanno sti giovani…
    Az.

  10. birambai said

    cyb, anche la fonderia di san gavino va bene, a s’iscallu!

    petardè, è tutto vero, proprio tutto compreso il tuo corregionale cantautore, certo bugo, uno che ha un successo strepitoso, dicono. Io però, l’altra sera, ero in un altro mondo. O forse è lui il marziano, non saprei.

    Chi sei, giovane commento anonimo?

    Tot, è così.

  11. Petarda said

    ih, bugo l’ho sentito solo di nome, di fatto mai. e per fortuna, che già mi basta il vostro pago.

  12. Lesorja said

    E allora “Glory glory allelujah, pane casu chin cuccuja”? Che ne sanno loro? (Ma questa è proprio giurassica)

  13. utente anonimo said

    stanotte nel sonno, o meglio, nel dormiveglia, stavo scrivendo un post bestiale su bugo.me lo son dimenticata.era bettefigo.giuro.mi sono addormentata dicendomi bellatiziààà

  14. manuelac80 said

    è un flash, cazzo!
    l’ho dovuta leggere due volte.
    una volta per ridere, di primo acchito:
    l’arguzia di alcune disamine effettivamente provoca un’ilarità scoppiettante.
    e un’altra per:
    amareggiata, constatare che anche se ho 27 anni, mi sono ritrovata a sentirmi un Little Tony d’annata a fine concerto.
    è che vedere tutti quegli sguardi persi, mi lascia vecchia.

    mah.

    confessione similsenile a parte, sei sempre meglio, tu!

    sempre meglio!

    ma quale fonderia di San Gavino!
    lassa istai!

    posso abbracciarti?

    (già fatto, ormai)

    ciu.

    .m.

  15. Anche a me sabato è capitata una cosa simile.
    Eravamo a casa di un amico a cena e la sua ragazza ventritreenne ha messo Bugo, e lo cantava allegramente.
    Dopo un quarto d’ora di sopportazione forzata ci siamo ribellati e abbiamo fatto cambiare cd.
    Il padrone di casa ha messo Bob Marley.
    Invecchio anch’io?

  16. mstec005 said

    Questo post è gustosissimo…nella sua “drammaticità”!!
    Io credo di vivere un dilemma interiore se possibile più angosciante:giro per la città in cui vivo e non capisco gli abitanti quando parlano,figurati poi se cantano;torno a casa -nella mia VERA casa intendo- e non capisco quello che cantano i miei conterranei.Guardo Sanremo (poco) dove cantano in Italiano e…preferirei non capire !!
    Beh…forse basta che mi dia alla lettura e metta da parte la musica,che dici!??
    Mi ripeto…gustosissimo !!!

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