giugno 21, 2007

Milla, sa campùra fogosa
in s’ortaedie arrimadu, grogu
in su mudiore arrumbadu
a matas  e rampos
illuinados de sole.
Addae ‘e su montricu
sa terra est attontada
in sas furriadas
de su caminu ‘e domo.
Non b’at una nue
su chelu est una mesa
boida chene promissa.
Sa campagna s’est asseliàda
sas ballas de fenu sun istraccas.
Drommìdos
sos fumajolos biancos e rujos
de sa fabbrica serrada.

Eccola, la piana infuocata
nel meriggio immoto di giallo
nel silenzio posato
sugli arbusti monchi
i rami abbagliati di sole.
Oltre le colline
nel silenzio complice
appare incantata la terra
fra le poche curve
che portano a casa.
Il cielo è una tavola vuota
che nulla promette.
Dormono i campi
fra le balle di fieno annoiate
dormono
le ciminiere bianche e rosse
delle fabbriche chiuse.

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