novembre 3, 2007

Una canzone soffocata
giù da qualche parte
in quest’aria muta di Novembre
nell’ora che rabbuia i vicoli
e addensa veloce la sera.
Una mezz’ora di campane
nel silenzio
operai che lasciano il cantiere.

Con te in luce, rincaso
col rimpianto ancora ingenuo
di ogni passato.
.

Sarà che ho visto i morti
ieri.
Sarà che guardo il calendario.
E mi ricordo.

Un ospedale.
Ero ancora bambino, un “Gennariello”
che niente sapeva, se non di figurine.
Tutto  era nuovo, recente mi era il mondo.
Un chirurgo aveva aperto la mia carne. E rideva,
rideva una mattina,
brandendo un giornale come un manganello
urlava
la notizia che qualcuno aveva chiuso
con uccellacci ed uccellini.
Nella corsia, mostruosamente calma,
urlava.

Così ridevano le streghe nelle fiabe,
i ricchi alle sventure dei servi,
le mosche nei poveri granai.
Una smorfia d’animale riaprì la mia ferita
e piansi,
come piangono i fanciulli di dolore e di paura.
Non sapevo niente, se non di figurine…

Una cicatrice
di quel bisturi di boia
a eterna memoria
e il riso e il pianto
come  una scultura
all’idroscalo grigio.
.

Sarà che non son belle le bandiere viste ieri,
che tutto appare richiamo di morte.
Sarà che piove, e freddo.
Sarà che Pilade è sconfitto.
Sarà Novembre, i primi.

Il due il tre. Settantacinque.

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11 Risposte to “”

  1. …magica, ermetica, e commovente…

  2. triana said

    In una sua poesia dice:

    O immoto Dio che odio
    fa che emani ancora
    vita dalla mia vita
    non mi importa più il modo.

    Anche da morto è più vivo che mai. Grazie Bobbò per averlo ricordato.

  3. triana said

    In una sua poesia dice:

    O immoto Dio che odio
    fa che emani ancora
    vita dalla mia vita
    non mi importa più il modo.

    Anche da morto è più vivo che mai. Grazie Bobbò per averlo ricordato.

  4. triana said

    In una sua poesia dice:

    O immoto Dio che odio
    fa che emani ancora
    vita dalla mia vita
    non mi importa più il modo.

    Anche da morto è più vivo che mai. Grazie Bobbò per averlo ricordato.

  5. birambai said

    ah, trianuzza, grazie a te per questo bellissimo commento.

  6. carrino said

    … e sarà pure che ti sei scordato di chiamarmi… 😉

  7. A volte mi chiedo cosa saprebbe/potrebbe dire, ora: con quali lacrime su tante ceneri, con quali pagine di graffio corsaro.

    Mi manca la sua ” disperata / passione di essere al mondo”.

    Grazie per questa poesia.
    Così bella.

  8. aquatarkus said

    Qui noi, si parla ancora di Pasolini , di quell’altro uomo si ricorderà solo la risata sciocca e sgangherata.

  9. Petarda said

    è toccante. lo è ancor di più se penso che il tuo ricordo è legato a una ferita vera, nel corpo e nell’anima…

  10. cybbolo said

    eh, bobbotino: un’altra di quelle date da non dimenticare e cerchiare con i propri ricordi d’allora per tenerla stretta

  11. zop said

    son senza parole, davvero. bellabella

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