novembre 15, 2007

Il punto era che Aldobrando Porcu non riusciva proprio a levarselo dalla testa quel dannato modo di dire dei suoi paesani.  Anzi, più cercava di non pensarci e più la frase bastarda lo torturava: – b’at prus tempus chi non sartizza, c’è più tempo che non salsicce.
Gli era pure venuta una specie di fossetta alla sommità del cranio, un buco uguale a quello che la fontana di Stiriddai aveva scavato nella pietra. Era uno sgocciolio continuo, era la famosa gutta.
Si dicevano anche altre cose, tipo “uccello che non becca ha già beccato”, “chi non ha nulla da fare pettina il culo al gatto”, ma quella storia che c’è più tempo che salsiccia non lo lasciava in pace.
Il punto era che Aldobrando Porcu, a tale verità, non ci aveva fatto troppo caso fino a quell’anno. Anzi, gli era andata bene così. Perché lui, il più grande porcaro di Sunis, di salsiccia ne aveva sempre avuto tanta. La produceva lui, figuratevi, e ogni anno la misurava: a chilometri ne aveva. Perciò si sfregava le mani.
Ma quell’anno era arrivata la malattia dei maiali, la peste suina orientale, e salsiccia non se ne poteva più fare. Venderla, poi, era addirittura proibito dalla legge. Era riuscito a nascondere in cantina una piccola provvista personale, niente di più. Ogni giorno la misurava e ogni giorno la lunghezza diminuiva, perché doveva anche mangiare e come si fa a mangiare le lenticchie senza un pezzetto di salsiccia. Misurò per la quarta volta: il risultato era sempre lo stesso, un metro e quindici, comprendendovi anche le code. E nelle code c’era più budello e spago, che grasso e polpa. Era pur  vero che di tempo ce n’era sempre di più, ma se c’era poca salsiccia era  possibile che anche il tempo si sarebbe potuto accorciare.
Allora decise di proibire a tutti l’uso di quell’espressione. Lo poteva fare perché era il più ricco di Sunis. Ed essendo il più ricco era anche sindaco. Emanò l’ordinanza: la parola “tempo” doveva essere sostituita dalla parola "marmellata". B’at prus marmellata chi no sartizza. Suonava malissimo ma non gliene importava nulla, non era il momento di pensare alle assonanze e al purismo della lingua, bisognava pensare al tempo che fuggiva.
Il punto è che i paesani non ci capirono molto della disposizione. Intesero solo che per i trasgressori erano previste pene molto severe. Perciò non si fidavano più di pronunciare quella parola, se non dentro casa, sottovoce. In pubblico si autocensurarono, cancellando la parola rischiosa dal loro piccolo  vocabolario.
Quando arrivava la stagione delle castagne, dicevano: è marmellata di castagne. Quando era il momento di raccogliere le patate: “è marmellata di patate.” Quando il cielo era scuro e minacciava temporale, alzavano gli occhi al cielo e rassegnati bofonchiavano: brutta marmellata, brutta annata.
E l’annata fu davvero così brutta che il raccolto risultò misero per tutti. Erano tutti contadini, a Sunis, e quell’anno conobbero una fame spaventosa. Anche per colpa di Aldobrando Porcu che per non consumare troppo velocemente le sue salsicce ordinò che metà del raccolto doveva essere versato alle casse del comune, cioè nelle cassapanche di casa sua. Presto tutti odiarono Aldobrando Porcu più di quanto lo avessero sempre odiato. E allora, in tutte le abitazioni del paese, soprattutto di notte, si cominciò a ripetere la frase proibita. Fuori no, ma fra le mura domestiche quella litania continuò incessante per settimane. Intanto, per lunghi mesi, fu solo marmellata di cicoria.
Poi, un bel giorno, non si sa come, il gatto di Bachis Fulanu entrò nella cantina di Aldobrando Porcu e in dieci minuti si mangiò tutta la salsiccia. Il giorno dopo, il ricco porcaro, davanti alla vista dello spago che penzolava nudo  da un asse di legno, ebbe un infarto.
A mezzogiorno ci fu il bando pubblico: il Signore ha stabilito che la marmellata di Aldobrando Porcu è finita. Il prete disse che per il  Porcu era iniziata la marmellata eterna.
Subito dopo il funerale, arrivò il bel tempo. Il cielo si rischiarò e le piante cominciarono a fiorire.
Ci fu una festa di piazza, i balli a tempo di passu torrau. Una delegazione andò a svuotare la dispensa del defunto sindaco. Cucinarono legumi e bevvero vino di prima qualità.  Durò giorni l’allegria, rimasero svegli per giorni, a cantare e ballare. Il lavoro poteva aspettare. Per tornare a faticare nei campi c’era sempre tempo: b’at prus tempus chi non sartizza.

Annunci

22 Risposte to “”

  1. aquatarkus said

    sì…è proprio marmellata di bei racconti questo, giri e rigiri però li ritrovi nei sempre nei soliti posti, come funghi dopo un temporale.

  2. AdRiX said

    Ci funti logus de cordolinu e logus chi non di faidi mancu chi proit po scidas. Custu logu faidi cordolinu.

  3. mrka said

    la cassapanca di Porcu mi sembra un buon posto per nasconderci le cose. poi, a pensarci bene, io ho conosciuto qualche erede di questo padroncino.

  4. cybbolo said

    la classe di certi tuoi racconti…(sospirone d’invidia)…
    Ho risposto ad Aquatarkus che mi ha segnalato questa chicca, e ora lo dico anche a te: postalo a margine del tuo brano poetico-sonoro, su A-tempo, come commento.
    Non accettiamo doppi contributi, solo per mantenere integra la nostra neuronalità, ché questi giorni sono stati ‘de fuego’.
    Grazie della comprensione e spero che tu faccia come ti ho detto.
    Merita davvero.
    Un salutone bobbotì

  5. cybbolo said

    a quest’ora splinder è isterico.
    ho postato un commento e nulla accade.
    sto dando una spinta. cancella pure dopo.

  6. birambai said

    AquAdrix: domani, a costo di toglierli da sotto la neve, missà che vado a prenderne un po’ di antunna.

    cska (scusa, ma sono calciofilo nell’anima) ti invidio per le cassapanche, meno per le tue conoscenze.

    Cyb, amico mio, ho scritto questo pezzullo sull’onda della vostra iniziativa ma non volevo inflazionare il blog ( gran bel successo) Una proposta per uno, basta e avanza. questo può stare anche solo qui. grazie.

  7. utente anonimo said

    guardi ,messiè, se fossi negli organizzatori di a-tempo, con ripetto parlando dei poeti, sostituirei questo racconto surreale e delizioso alla poesia

    b’at prus confettura che sartizza, si direbbe nella lingua dei padri

    Eva

  8. utente anonimo said

    mi è sparito o’ commento

    eva

  9. birambai said

    Il suo commento, Madame, se l’ha mangiato il gatto di Fulanu. Poi d’incanto è riapparso.
    No, la poesia è di gran lunga più bella: io sono il vostro poeta!

  10. cybbolo said

    mi sembra d’essere Saltatempo.
    Ti risposi a commento del brano poetico.
    ribadisco: un copia-incolla di là impreziosisce la mappa che sta diventando sempre più un affascinante labirinto.
    ci spero…

  11. nosacher said

    ben detto birambai ! sei un gran bel poeta !
    un poeta senza marmellata..

  12. Petarda said

    bello bello è.
    e il tempo sfugge a ogni definizione, e in effetti essendo bastardo poteva esser diverso? oltretutto il meticciato gli conferisce anche lunga vita :)))

  13. gilgamesh said

    Su tempus cossumat sa pedra

    Si torrera de su tempus tou
    tia istare sempre cantendhe

    Mi seu detzisu a leare su tempus comente bénidi

    Si a unu andhat su tempus in favore, s’àteru crebat dae su velenu!

    Su tempus at a esser mastru

    Si mi dia atzapare perdindhe tempus isetandhe unu chi no tenet boza de si cojubare mi dia istichire candho benit a dommo

    Su tempus, che abba in sos fiores, sutzat sa vida, isfrunit sas pretesas

    Su tempus est coment’a una scala: su chi contat est su gradinu aba si tenit is peis, cussu chi depit poderai

    Su tempus passat a cadhu fuendhe

    A morrer e a pacare b’at sempre tempus

    Sa mata de sa vera cultura de sa Sardinna portat ancora is arréxinis in is tempus de is nuraxis (Micheli Porcu)

    Bello, davvero bello, goppai: fa pensare a quel re che fece erigere contro la morte alte mura e proibì a tutti di nominarla, pena la stessa, e morì di paura in una notte d’inverno.

  14. gilgamesh said

    Pardon, nella citazione dell’ultima frase, mi son fatto influenzare da Aldobrando.

    L’autore è Micheli Porru, e non Porcu – ché quando ne incontravamo uno con questo cognome si faceva quasi sempre in modo di presentarlo a un altro amico che di patronimico si chiamava Sias 🙂

  15. triana said

    Bobbò, ma il blog a-marmellata to di questo tuo stradelizioso racconto! Fa’ come dice CYB, aggiungilo nel tuo stabbiolo, dopo la poesia.
    E comunque dovresti scrivere una serie di racconti sui proverbi delle parti tue.

    O.T. Ehi voi, banda di sardi, non fateci sentire immigrati eh?

  16. triana said

    M’è saltato un pezzo di frase (grrr..)leggasi:

    Bobbò, ma il blog a-marmellata non può essere privato di questo tuo stradelizioso racconto!

  17. Oulipop said

    bel racconto 🙂 e invero sono felice che tu mi abbia commentato il post così da portarmi a conoscere il tuo originalissimo blog!
    A presto rileggerti!

  18. Non c’è niente da dire. Non ti leggevo da un po ma raju se è bello questo blog.
    Adiosu.

  19. birambai said

    trovo solo ora la marmel…ehem… il tempo per ringraziare. Grazie, tando (trianù, tando vuol dire allora)
    a Gilgamesh vorrei dire che “passat a cadhu fughende” è bellissima.

  20. zop said

    bellissimo se fossi un gatto mi magnerei subito anche io quelle saRcicce… invece mi accontenterò di una fetta di pane burro e tempo!

  21. Quelle salsicce mi riportano all’infanzia più tenera.
    Con una mano stretta a quella di mia madre attendo che finiscano le chiacchiere con l’anziana padrona di casa.
    Finalmente arrivano i miei 15 secondi di fama, la vecchina mi domanda se gradisco qualcosa, una caramella, un dolcino, ma io, con la mano libera indico timidamente il soffitto dove stanno appese a seccare numerose girandole festaiole di maiale.
    – buongustaia- mi fa la donnetta! E mi accarezza ruvidamente la testa…non mi sono mai pentita, e men che meno ho cambiato gusti!

  22. utente anonimo said

    Caro zio questa mi ha proprio divertito, e colzu Porcu mi ricorda qualcuno che in verità colzu non è ancora.
    Alla prossima, tua, per sempre, nipote.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: