dicembre 14, 2007

Andavo tranquillo per la strada…
Cioè no non ero proprio tranquillo tranquillo avevo appena litigato con la mia fidanzata per via di un torsolo di mela che avevo posato dentro un posacenere anziché buttarlo nella spazzatura eppure lo dice la parola stessa che avrei dovuto posare solo la cenere e sapevo anche che il torsolo di mela si ossida dopo cinque secondi e dopo dieci attira l’attenzione di Giovanna che subito ti urla maiale e tutto il resto figuriamoci se sopra ci spegni pure le cicche. Sei un maiale e fuori di qui e non ti voglio più vedere e guarda che questo non è un albergo veramente questo non è un albergo si dice in altre situazioni io lo dico quando voglio allora io ti dico escusatio non petita meglio soli che mal accompagnati ecco appunto vattene. E in più pioveva avevo finito le sigarette tutti i tabaccai erano chiusi e non mi era rimasto neanche uno spicciolo per il distributore automatico o una banconota da farmi cambiare figuriamoci il bancomat che la banca me l’ha ritirato dopo due giorni lei signor Bobboti l’ha usato male no veramente credo di averlo usato benissimo mi ha dato i soldi lo scontrino e tutto quanto anzi io quei soldi neanche li avevo sul conto quindi forse l’ho usato meglio di quanto si aspettasse lui stesso lui stesso chi no cioè volevo dire lei la carta non pensava a quelle prestazioni straordinarie.
Insomma ero nero come il tempo e verde di bolletta quindi non so perché ho detto andavo tranquillo. Forse perché è un modo come un altro per cominciare una storia e mi sembra che così con quell’aggettivo uno si prepara ad eventuali colpi di scena che possono sempre arrivare se cammini tranquillo per la strada. Che se vai per la strada e basta uno non sa se sei tranquillo oppure ansioso, se vai di fretta o se invece vai sano e lontano e compagnia bella. Invece così gli dai l’indicazione che tutto proceda bene e che però qualcosa potrebbe succedere da un momento all’altro, proprio mentre cammini tranquillo.
Dunque andavo tranquillo per la strada. Non mi aspettavo nulla dalla stupida vita in quella stupida sera di pioggia. Ma d’altra parte cosa potevo aspettarmi? Fatta eccezione per quella volta che una zingara mi lesse la mano dicendomi che la mia vita sarebbe scivolata via stupidamente per il resto degli anni non ricordo niente di veramente interessante successomi per strada mentre camminavo tranquillo o non tranquillo.
Oltretutto mi trovavo in una strada di Nuoro mica al Sunset Boulevard o agli Champs Elisée o in una via di Città del Messico e lo dicono anche le statistiche che qui non succede mai nulla che siamo fra gli ultimi per la qualità della vita ma primi per il numero esiguo degli scippi ma chi vuoi scippare se non c’è nessuno per le strade e qualche volta mi chiedo se non siano tutti fuggiti perché sta per arrivare un terremoto. Che poi neppure il terremoto può arrivare siamo la terra più antisismica ecchecavolo passiamo dalla siccità alle alluvioni come se qualcuno cambiasse col telecomando risparmiateci almeno le scosse.
A Mario Bisione invece succede di tutto vede elettricisti che cascano dai pali della luce e volano come il signor Bonaventura e un milione vede turisti francesi che dicono trebò trebò trebelletrebelle oppure americani che esclamano biuttiffull gente che sorride e ti saluta cordialmente e donne bellissime venuta dalla scandinavia. Io sono sfigato, non vedo mai niente.
Dunque andavo tranquillo per la strada senza aspettative.
Desideravo solo che smettesse di piovere anche se queste precipitazioni non avevano niente di normale e probabilmente i pastori avevano fatto un rito propiziatorio sbagliando le dosi oppure gli americani avevano capovolto l’isola e non ce n’eravamo neanche accorti. A casa erano esplose pure le scatole di riso soffiato per colpa dell’umidità e c’erano pezzetti di sbobba da tutte le parti anche dietro le maniglie e nella serpentina del frigorifero.
Ecco ero immerso in questi pensieri quando a un certo punto sento uno che urla buon natale. Mi giro e alle mie spalle c’è uno vestito da Babbo Natale bagnato con le launeddas in mano e un sacco sulle spalle che poi era una “bertula” una di quelle sacche fatte al telaio che usavano i contadini prima che diventassero souvenir delle vacanze le bertule dico non i contadini. O forse anche i contadini, non saprei.
-Buon Natale, Antò- urla di nuovo, guardando verso di me. Faccio dietro- front e gli vado incontro non tanto per ricambiare gli auguri quanto per chiedergli una sigaretta.
-Grazie grazie bella questa iniziativa di mandare qualcuno per rallegrare un po’ la città ce n’è proprio bisogno l’amministrazione comunale ha fatto proprio bene era ora scusa ma non è che avresti una sigaretta?
-Ma perché tu ti chiami Antonio?
-No, veramente sono Bobboti, Bobboti di natale e quasi di capodanno.
-E allora che cavolo vuoi?
-Beh, mi guardavi, pensavo che ti rivolgessi a me.
Mentre glielo dico lo guardo in faccia e mi accorgo che è totalmente strabico con un occhio al prezzo e uno alla qualità come dice il mio amico Polanca. Ha gli occhi talmente storti che non capisco più se sta guardando me o un babbo natale finto a grandezza naturale che sta appeso ad una finestra di fronte probabilmente Antonio che sta scalando il palazzo.
-Comunque scusa, ti faccio i complimenti lo stesso e chissà come suoni bene le launeddas. Maaa… una sigaretta?
-Non fumo.
-E allora vaffanculo, tu e il natale.
-Non ci crederete, in quell’istante la terra ha tremato un po’.

Annunci

15 Risposte to “”

  1. Petarda said

    no ma scusa… e giovanna, quando bobboti dimentica l’asse del cesso alzato, cheffà? imbraccia il bazooka?
    (un babbonatale così maleducato, se l’incontro, lo fanculizzo pure io e magari gli mollo pure un calcio in culo)

  2. utente anonimo said

    certo però bobò,che anche tu.. mettere il torsolo di mela nel portacenere…massima solidarietà a Giovanna, che donna fortunata..nell’altro post mi hai fatto piangere qui mi fai ridere, mi sconvolgi con un “terremoto” incessante di emozioni..ma giovanna si incazza se stasera ti rubo un bacio?
    rossa

  3. RobySan said

    Questa storia dell’asse del cesso alzato non la sopporto più. L’asse del cesso lo si alza per non sgocciolarci sopra, giusto? Uno o una che vada al cesso con l’intenzione di sedervicisi può ben guardare se l’asse è giù, giusto? Se non è giù lo può abbassare, giusto?

    Allora: tra le cose da vendicare (al motto: Pagherete tutto!) elencate da “Tango” (quell’arcaico inserto umoristico de L’Unità, ricordate?) c’era la pubblicità di un dispositivo a suoneria da applicare all’asse del cesso. Il disegnino pubblicitario rappresentava una signora smutandata che cadeva nella tazza e una didascalia recitava “Mai più questo incidente”, o roba così. Ora, i vecchi saggi del Tango ritenevano che l’oggetto in questione fosse offensivo per l’intelligenza delle signore, le quali sono capacissime di accorgersi se l’asse del cesso è alzato. Giusto?
    Allora se sono capacissime di accorgersene propria sponte, per che cappero di motivo devono smanettare così tanto la coglia se uno dimentica l’asse alzato?

  4. RobySan said

    P.S.: ma tu, a Natale, vai in giro vestito da Bobboti Natale?????

  5. birambai said

    Sì, Robigno, fino al trenta. poi il trentuno sono bobbotti di fine anno.
    Poi: voglio subito la tessera del “pagherete tutto”

    Rossa: con giovanna sarà vendetta tremenda vendetta: due baci!

    Pet.: una volta che ho dimenticato di abbassare il gas mentre facevo il caffè ha scritto all’Onu.

  6. Petarda said

    @bobbò, per me abbassare il gas mentre faccio il caffè è questione di pura casualità… temo che io e giovanna in poco tempo arriveremmo a detestarci.

    @robignao: alle volte mi pare che tu viva in un eremo: hai presente al mattino, quando un* si alza mezz* rinco e va in bagno: di certo la prima cosa che fa non è esercitare il proprio acuto spirito d’osservazione nei confronti del cesso. ciò detto, tu parli di dimenticanza, e questo mi conforta. la dimenticanza capita a tutti e si lascia correre, no? che è quel che dicevo a bobby nel mio primo commento…
    a ‘sta faccenda dell’asse alzato devo dedicare un post, ormai è il nuovo simbolo della guerra tra i sessi.

  7. Petarda said

    e perché non compare il mio commento???? roarrrrrrr

  8. triana said

    Prima devo dire a Bobboti che è un genio e un grande psicologo perché questo post, letto di seguito dopo l’altro mi ha riportato a galla il sughero del buonumore che era finito nel fondo del diaframma tenuto giù da un pietrone. Così si fa, si smucina, dopo il dolore un po’ di sgarinzullinamento, anche ai funerali si fa così:-))

    A Robysan: ma benedetto Iddio, non è solo il problema di precipitare sul nudo e freddo e basso bordo di maiolica, che spesso e volentieri oltretutto è bagnaticcio, ché tanta mira non ce l’avete, perché è vero, un essere femminile prima di accomodarsi può guardare – anche se la notte, quando capita che si alzi per una impellenza che può disbrigare in quattro e quattr’otto, magari nemmeno accende la luce rintronata di sonno per non svegliarsi del tutto – ma poi, perché deve maneggiare quella ciambella su e giù? Peraltro, sempre pensando a frettolose femminili minzioni notturne semisonnambule, sarebbe raccomandabile evitare eccessi di zelo ed abbassare solo la ciambella, e non la tavoletta.

  9. RobySan said

    @Biramba: uh, uh, uh, uh!!!

    @Pet: non solo vivo in un eremo ma, in più, non vedo la realtà.

    @Triana: mo’, pure la tavoletta è un problema.

  10. triana said

    Roby, pensavo ai possibili effetti di una pisciatina notturna al buio e rintronati di sonno, se la tavoletta è abbassata! Ma ammetto che bisognerebbe essere molto distratti:-))

  11. RobySan said

    Bene, spera che nessuno ti faccia mai lo scherzo della pellicola trasparente!!!!!

  12. zop said

    credo che lo strabico ce l’avesse con me, che in effetti mi chiamo antonio e abito dalla parte opposta di dove guardava! comunque ti ringrazio per la risposta, è la stessa che gli avrei dato io! 🙂

    tieni te la offro io la sigaretta (non c’è solo tabacco)

  13. triana said

    ahahahah, perché, a te l’hanno già fatto?:-))

  14. cybbolo said

    rimaniamo ai torsoli e non andiamo fuori tema.
    quando fumavo, con il torsolo appoggiato dentro il portacenere e una serie di cicche conficcate nel torsolo stesso, facevo delle sculturine niente male.
    la mia ex signora (non ex per il torsolo), s’incazzava alquanto, ma io avevo i tappini nelle orecchie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: