gennaio 25, 2008

Poi c’era quel tale che ripeteva continuamente “come dire”. Lo aveva conosciuto mia moglie, credo a un convegno del suo partito o ad una di quelle conferenze di cui lei andava matta. Ci aveva fatto amicizia e alla fine l’aveva presentato pure a me. L’avrò incontrato sì e no quattro o cinque volte e fin dalla prima occasione non mi fu troppo simpatico. Sapeva tutto, aveva una spiegazione su ogni cosa e non c’era argomento per cui non avesse pronta una citazione di qualche scrittore. Tu stavi parlando di carciofi e lui ti citava il tal filosofo, dicevi che vino beviamo e lui ti parlava di D’Annunzio. Ma a me che me ne fotte di D’Annunzio?
Mia moglie diceva che era uno molto preparato, a me sembrava un fesso. E poi continuava con quel “come dire”. Lo diceva in continuazione, faceva una pausa e ce lo infilava anche quando non c’entrava una beata mazza. Anch’io dicevo un sacco di cioè all’interrogazione d’italiano, ma avevo quindici anni. Lui invece ne aveva una quarantina. Oggi il vento è…come dire…più forte; la situazione politica è…come dire…in evoluzione. Mi veniva da vomitare. Era peggio di quelli che quando ero giovane ripetevano “nel momento in cui”. Peggio degli uuumm uumm di Buttiglione durante i dibattiti televisivi. Ci avete mai fatto caso? Emette quel suono strano che non si capisce da dove provenga.
Che nausea!
Una sera mia moglie lo invitò a cena. Fin dagli antipasti non si parlò d’altro che della sua esperienza politica, della sua visione dei processi di trasformazione della società contemporanea e balle varie. E decine di come dire. Dopo dieci minuti mi rifugiai in bagno a vomitare.
No, non ce la facevo. Fu una vera tortura. Durò un’eternità.
Poi, verso l’una di notte, dopo il mio settantesimo sbadiglio, disse che forse era arrivato il momento di tornare a casa. Mia moglie disse che era ancora presto. E lui riprese con le chiacchiere. Io di nuovo in bagno.
Alla fine arrivò il momento di concludere quella magnifica serata. E lui era arrivato a piedi e non c’erano più mezzi pubblici a quell’ora e faceva freddo e forse piovigginava un po’.
“Accompagnalo tu caro.”
“Ma no, non è il caso. Una passeggiata…come dire…mi farà bene.”
“Non mi costa niente, tanto non ho sonno. Vado a mettere un giubbotto.”

In quel momento il sonno mi era davvero passato. Quel giubbotto di pelle aveva delle tasche così grandi che una pistola col silenziatore ci stava a meraviglia. Come dire vaffanculo a meraviglia.

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14 Risposte to “”

  1. Prendaeoro said

    …insisti eh?
    Mi piace questa prosa un pò inedita, leggermente macchiata da un allegro turpiloquio.
    L’umore quindi non accenna a migliorare.
    Pensa che io oggi non ho nemmeno levato il pigiama, e neanche mangiare sushi ha avuto l’effetto benefico che ha normalmente.
    Provo a scrivere qualcosa di cattivo.
    Vediamo se funziona.

  2. birambai said

    Vai, Betta, dacci dentro!

  3. aquatarkus said

    la prossima volta che andiamo a bere qualcosa, ti perquisisco.

  4. quando era giovane Lei (diversi lustri or sono) si diceva “nella misura in cui”, non “nel momento in cui”
    “come dire” è il mio intercalare preferito mentre parlo, ma forse Lei lo sa
    fortuna che non faccio citazioni, altrimenti mi sentirei lievemente in pericolo

    (bello scrivere e piacevolissimo leggere)

  5. Faula said

    biramba, trovo anch’io… come dire… vomitevole l’intercalare ossessivo di alcune persone, nella misura in cui si esagera, in qualche modo. Capito? Al limite, cioè, si potrebbe usare, come dire… un linguaggio un attimino più ricco, nella misura in cui ciò è consentito, capito? Detto ciò, il linguaggio di oggi giorno è… come dire…a parer mio, a livello zero, capito?

  6. RobySan said

    Nella misura in cui andiamo a enunciare un’ipotesi che si pone a monte e a valle della, come dire, contestualità emergenziale, si configura un innesto della deriva istituzionale. Ne segue che, come dire, il contesto è reciprocante e sinergicamente ineludibile: ciascun ubi major risulta decontestualizzato e, per così dire, deprivato della propria vis polemica e reso definitivamente allocentrico. Capisci?

  7. zop said

    io l’avrei ammazzato a tavola, c0sì mi evitavo di doverlo accompagnare a casa!

  8. cybbolo said

    Buttiglione ha un suo intercalare, come dire, di ruminante maligno, e saprei ben dove cacciargli quel mezzo sigaro toscano, solo per sentirlgli fare quel, come dire, uuummm uummmm…

  9. utente anonimo said

    bella bir!
    come dicono i giovani. Lo sai vero che i giovani dicono beeella a ogni piè sospinto?
    Tipo: ci vediamo dopo cena per una birra?
    beeeellla! ti rispondono. E quando ti incontrano per strada ti dicono beeella!
    E se gli chiedi che ne pensi di questa drammatica situazione italiana in cui l’unica cosa da fare è mettere la testa sotto il cuscino un pò per vergogna un pò perché sembra non ci sia di meglio da fare?
    beeella! ti rispondono.
    Ma bella de che?

    dariè

  10. birambai said

    aqua: con te ci uccidiamo a cannoau, niente armi convenzionali.
    dottore: raggione cià, il resto della fraseologia l’ha rispolverato Faula. E roby.
    Roby, per l’appunto: chiarissimo, così si parla per essere chiari.
    Zop, sì ci avevo pensato, è che in quel periodo non mi funzionava il tritacarne e avevo il congelatore pieno.
    Cyb, dunque quello strano rumore lo senti anche tu, non è un mio disturbo uditivo.
    Dariedda, bella (nel senso di bella)

  11. nosacher said

    l’orso yoghi, buttiglione è l’orso yoghi, non ricordo chi l’ ha detto. solo che è più triste.

  12. Come riflesso condizionato, mi sono messo a cercare tracce di come dire nel mio blog e grazie al cielo, almeno nella pagina visibile, non ne ho trovate. Ho tirato un sospiro di sollievo, eh. (Bartelio)

  13. Petarda said

    a me “come dire” mi piace, embè?
    come dire come dire come dire
    sparatemi allora!

  14. triana said

    Come dire però va detto preferibilmente conl’erre moscia;

    Dariè, i regazzini fino a poco tempo fa dicevano ‘bella zia’ (ma non alla zia, anche se fa testo mio nipote)

    Zop, gira gira, manifesta unnotevole senso pratico e una lodevole tendenza alrisparmio energetico.

    A Bobboti tutta la mia solidarietà.

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