aprile 6, 2008

Sono sopravvissuto a uno scambio di vedute con la mia fidanzata, ma ancora ne porto i segni, ho la testa incasinata come i ripiani del mio frigorifero. Per un po’ cerco di capire cosa ho sbagliato, faccio l’analisi del testo:

-Tu non mi ami più come una volta.
-Ma certo che ti amo.
-Allora perché non mi guardi negli occhi, mentre parli?
-Ma stavi guardando la tv!
-E poi hai usato quell’espressione…
-Che espressione?
-Hai detto “rocambolesco”.
-E allora?
-Lo hai detto in modo strano, senza passione.
-Rocambolesco.
-Ecco, adesso l’hai pronunciato nel modo che tanto mi piaceva. Ma non vale più, ora stai fingendo.

Rocambolesco, rocambolesco, rocambolesco. Lo ripeto all’infinito, con tutte le varianti possibili. Niente, non riesco a ricordare come parlavo sei anni fa.

***

Vado da Polanca, penso che possa aiutarmi.
-Ciao Polà.
-Ciao.
-Senti, sono confuso.
-Per il voto? No, io ho tutto chiaro.
-Cioè?
-Andare a votare è un diritto, è la più alta manifestazione della democrazia. Anche astenersi è un diritto, un’altra opzione della democrazia: l’astensione come scelta, andarsene al mare con una consapevole e democratica ragione.
Col voto utile incidi ancora di più, contribuisci con un maggiore peso specifico all’esito della consultazione democratica. Però il voto per il partito che preferisci, senza troppi calcoli di bottega, è quello più libero, e nel voto devi essere libero, in un paese democratico. Votare scheda bianca non è come astenersi, perché andando comunque a votare assolvi al tuo dovere di cittadino e tuteli la segretezza del tuo voto, che è un principio altamente democratico. Anche annullare la scheda potrebbe andar bene e in più puoi lasciare un segno del tuo voto, magari scrivendo sulla scheda una frase che parla della democrazia tradita. Oppure si può rifiutare la scheda e far verbalizzare le ragioni del proprio rifiuto. In questo modo dai un apporto costruttivo, fai valere le tue ragioni insieme ad altri che faranno la stessa cosa in nome della democrazia.
-E dunque?
-Mi sento molto democratico. Voglio unire tutte queste possibilità e praticarle tutte insieme.

***

Ma perché le promesse a Sant’Anna si chiamano ex-voto e la Sant’anché chiede il voto in cambio di promesse?

***

La mia professoressa di chimica al liceo, ad ogni lezione sull’atomo, diceva:
– Con gli ioni ci siamo lasciati e con gli ioni ci ritroviamo.

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4 Risposte to “”

  1. Prendaeoro said

    A proposito delle discussioni col fidanzato, giusto l’altro giorno, prima di spegnere la luce mentre entrambi eravamo immersi nei nostri libri, gli ho detto a bruciapelo:
    “un tempo mi dicevi che ero il tuo amore rutilante…non lo dici da un sacco…”.
    Mi ha guardata stupito, coi pensieri ancora imbrigliati fra le pagine del suo viaggio. Stava per rispondere quando ho chiuso il mio libro e insieme a lui anche la conversazione.
    La cosa buffa è che a me la parola “rutilante” non è mai piaciuta, ha un suono orribile.
    Ma quando si ha voglia di rompere le scatole si usa quel che si ha.

    Per la cronaca, è bastata una dormita e la voglia di fare la donnina capricciosa è svanita.

  2. MORETTE said

    Io invece è da un pò che mi sento Polanca

  3. nosacher said

    su quale lista si presenta la tua professoressa ? avrà il mio voto.

  4. Allora deve esser stato un vizio dei prof di chimica: anche il mio lo diceva sempre. Anche quando gli ioni erano programma vecchio…
    Buona giornata!

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