settembre 17, 2008


Intermezzo


“Quanto intende prelevare?”
“Ritirare.”
“Sì…ritirare. Quanto?”
“Tutto.”
“Tutto l’importo della pensione?”
“Tutto.”
“Ehmm…l’intero saldo o l’accredito di questo mese?”
“Tutto.”
A quel punto mi alzo, vado dall’altra parte del bancone e chiedo al “tzio” di seguirmi. In un salotto riservato, divento superprofescional. Prendo il libretto e con calma comincio lo spiegone: “Allora, guardi, questa cifra che vede qui, nell’ultimo rigo, sono i suoi risparmi. Se la confronta con la penultima, può ben vedere che il suo deposito è aumentato. Questo, questo che le sto indicando col dito, sarebbe l’ultimo bonifico che le ho appena aggiornato."
Il vecchio non guarda il dito e neppure la luna, a  quell’ora la luna non c’è.
Riprendo: "Vedo che ogni mese lei preleva… pardon… ritira l’esatto ammontare della pensione.
Pausa. Sta guardando il quadro appeso alla parete, ecco cosa sta guardando.
“ Anche questa volta? Oppure questa volta ha bisogno di ritirare una cifra più consistente?”
Altra pausa, stavolta un po’ più lunga, con  suspance.
Mi guarda in faccia, con aria sorpresa, anche un po’ scocciata: “Unu documentu meu? Unu documentu meu? Unu documentu meu?”
E comincia a cercare la carta d’identità.
“Nono nono, andat bene gai!”
Gli dico che mi ricordo benissimo di lui, che lo conosco da vent’anni.
“Chie ses?”
“Unu documentu meu?” gli chiedo, con sfacciata ironia.
Tiro fuori il portafogli e gli mostro la mia patente. La guarda con attenzione: “Boh”.
Allora ripasso dietro la trincea. Senza chiedere altro, faccio un prelevamento uguale al mese di agosto. Lui con una mano si sistema l’apparecchio acustico, con l’altra afferra il malloppo.
“Tutto?”
“Tutto.”
“Non ci voleva poi uno sforzo straordinario per intenderci! Si vede che lei è nuovo. Grazie per la sua gentilezza, comunque.”
Adesso parla un italiano perfetto, è strano. Conta le banconote. Poi fa per andarsene ma subito torna sui suoi passi.  Gonfia le gote e : "Craaa, craaa"
"Come…scusi?"
 “Ha sentito? La rana delle banche ha fatto craaaac.”
“Eeh?”
“Arrivederci”. Mi sorride.
Sorrido anch’io. “Arrivederci di tutto”.
 Ho detto proprio così, arrivederci di tutto. Mi sono confuso, vabbè.

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5 Risposte to “”

  1. nosacher said

    onirico o lapalissiano ?

  2. Petarda said

    mi trovi completamente d’accordo (ciiiip, ciuirrrrp, flap flap flap), grazie sparse.

  3. BlogNuvole said

    E’ andato subito a comprarsi azioni Alitalia.

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