settembre 20, 2008

“A cosa pensi?
“A niente.”

La luna tardiva è uno spot sopra la linea del mare. Il tremolio delle stelle una danza fuori tempo .
Io e Polanca. Punti più scuri sulla sabbia. Sfidiamo la notte.

“A niente è impossibile.”
“Qualche volta è possibile.”

Mi concentro sul Gran Carro e cerco di fare il vuoto nella testa. Ma c’è troppo silenzio e la malinconia non smette di bussare. Il frullo d’ali di una civetta, fra i pini che abbiamo alle spalle, interrompe l’inutile viaggio.

“No, non ci riesco. Spiegami come fai.

Polanca non risponde. Si alza e lentamente si avvicina al bagnasciuga. Lo intravedo appena, mentre si lava la faccia con l’acqua salata. Quando torna ha un sorriso dei suoi, un po’ storto, con le labbra chiuse.

“Pensavo a noi. Mi chiedevo se un giorno ricorderemo questa notte. Ci sono migliaia di mondi e chissà se riusciremo a camminare nel nostro.  Fino alla memoria di noi stessi.”

Poi si china, afferra un sasso e lo lancia con forza verso il mare. Allora anch’io. Per dieci minuti tiriamo pietre nel buio. Contiamo i secondi che passano, prima del rumore nell’acqua.

La nostra giovinezza è cominciata così.

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2 Risposte to “”

  1. utente anonimo said

    🙂

  2. simple said

    poso permettermi di dire che secondo me è iniziata bene?
    😀

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