ottobre 1, 2008

intermezzo n 7

Ed ecco che mentre Polanca sta affettando un po’ di prosciutto, tutto intento a farlo con la massima perizia, come solo i più esperti di leppa sanno fare, ecco che Bulgaria se ne esce con questa storia che lui vuole fare teatro. Così, come se niente fosse: “Stavo pensando che voglio recitare Goldoni.”
Polanca rimane serissimo, concentrato nel suo lavoro. Io faccio finta di niente e continuo a guardare ammirato le fette sottili che cadono tutte uguali sul tagliere.
“Sì, sì, voglio proprio iniziare dai classici. Al limite, se non va bene Goldoni, faccio Moliere.”
Silenzio.
“Il talento ce l’ho, il tempo non mi manca…”
A questo punto Polanca si ferma e posa il coltello. “E che ruolo vorresti fare?”
“ Nosò gnancamì. Je nessé encor.”
“Magari un conte, no?”
“Ecco, può essere.”
“Magari ti metti una parrucca bionda e fai un conte del settecento.”.
“Sarebbe bellissimo.”
Pausa.
“Ma da quand’è che non ti guardi allo specchio, Bulgarì? Tu sei un protosardo, devi fartene una ragione. Tu andresti bene giusto con una pelle di montone. Ma in un documentario, mica a teatro.”
“Polà, guarda che io so trasformarmi, so entrare nel personaggio fino al punto di trasfigurarmi. Hai mai sentito parlare del metodo Strasberg?”
“Ma che c’entra? Bulgarì, non è che il metodo Strasberg ti fa crescere improvvisamente di statura eh! Ma non vedi che se ti fai vedere troppo in giro ti sospendono per eccesso di ribasso. Però se scrivo una sceneggiatura sui fatti de “Sa janna bassa”, ti chiamo per un provino.
“Guarda che sono più alto di Brunetta.”
Silenzio.
Guardo Polanca e mi scappa una risata.
“Ah è così?” riprende Bulgaria, mentre afferra una fetta di prosciutto, “ora ve lo faccio vedere io.”.
Sparisce per un paio di minuti. Prima di vederlo ricomparire, lo sentiamo che corre per la casa e che urla qualcosa, parole incomprensibili e suoni gutturali. Poi si presenta davanti alla porta della cucina, cavalcando una scopa, inci(n)tandola a correre di più: “trù dimmò, curre dimmò!
Si è messo la berritta di velluto e ha un’aria tutta grintosa, sembra un fantino al palio di Siena. Continua a picchiare sul manico di scopa con una mano aperta, a zampettare sul posto, imitando malamente il galoppo di un purosangue. E i suoni, di quelli che ogni tanto senti in campagna: hee, arigà, hutalabì.
Dopo un po’ sparisce di nuovo. Quando ricompare ha in testa un cappello a cilindro e indossa una giacca blù, chissà dove diavolo se l’è procurata. Stavolta sta tutto impettito, sempre cavalcando la scopa. Si muove con un ritmo  sincopato, la schiena drittissima e un’espressione serissima. “Dressage… dressage… dressage” continua a ripetere, senza guardarci.
Bulgaria è un genio.  Il prosciutto è buonissimo.

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11 Risposte to “”

  1. AdRiX said

    Sto ridendo molto.

  2. Prendaeoro said

    Bello il tuo mondo Bobb.
    Il genio sei tu.

  3. aquatarkus said

    perchè non racconti il seguito. Con Polanca che fa a pezzi la scopa, poi ne porge un frammento a Bulgaria e gli dice: “E magari questa è una bistecca di cavallo Bulgarì?”

  4. birambai said

    adri: son contento se riesco solo a far sorridere, figurati se riesco a farti ridere…

    prendamea: un bacio.

    aqua: no, Polanca è animalista, non potrebbe mai fare una cosa del genere.

  5. Soltanto infra la sua compagnia di sbalestrati, o Bardo, possono trovarsi soggetti acondroplasici in grado di “incintare” una scopa (et pour cause: con la scopa, appunto, si scopa…) Ora come minimo attendo un esercizio n. 8 dove la scopa, dopo congruo periodo di gestazione, partorisce scovolini Bulgari. Lei sarebbe un grande, peccato che non se ne renda conto, e continui a non rendere convenientemente giustizia a uno dei pochi maitre-a-penser rimasti in questo nostro paese altrimenti del tutto privo di senno. Mi riferisco, e lei lo sa bene, a quel certo misconosciuto filosofo di Sunis…

  6. birambai said

    ihihih, Maè, non mi ero accorto della svista. Ma sa che Le dico? “Incintandola” è un termine bellissimo. E’ proprio vero che le cose migliori nascono a mia insaputa.
    Il filosofo di Sunis La saluta caldamente. E mi chiede: “ma quello bravo, Giolzi, quand’è che riprende a pubblicare qualcosa nel suo blog. A me le sue storie mi piacevano molto.” Questo dice, e questo Le riferisco.

  7. triana said

    Passo, leggo,rido e sorrido. Ma a commentare sono una sega, Bobbò, almeno mò.

  8. AltraBetta said

    Godibile anche questo, nonostante la caduta di tono su Brunetta (battuta ormai abusata). L’uso del dialogo è misurato e ficcante, come pure gli inserti di dialetto. La parte più riuscita è nel finale, dopo che Bulgaria, toccando una fetta per-fetta di prosciutto tagliata dall’amico, acquisisce i superpoteri e si scatena in un provino splendidamente surreale. Ti segnalo un piccolo refuso verso la fine “capello” invece di “cappello”.

  9. utente anonimo said

    ahahah!!!
    (tumbulai)
    (petarda)

  10. birambai said

    di nuovo in vetrina?! oh che meraviglia, grazie petà.

  11. Ho letto tutto in unica presa.
    Che dirLe, che Lei è talentuoso e al contempo accidioso, oltre che distimico bipolare?
    Il mondo dovrebbe leggere le sue cose: ma lei, è notorio, cialtrone è.

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