ottobre 21, 2008


– Hai fame?
– Un po’.
– Ti preparo qualcosa.
– Ma no, lascia stare.
– Un panino, ci metto un minuto.
– Un panino, hai detto?
– Sì, ho comprato il pane che ti piace.

Pausa

– Quando eri giovane dicevi sandwich.
– Non sono mai stata giovane.
– Oh, eccome.
– Non lo sono stata per te, ci conosciamo da così poco tempo.

Pausa

– Indossavi jeans scoloriti e una camicia bianca che ti arrivava quasi alle ginocchia. Avevi i capelli lunghi, allora. Quel giorno li portavi sciolti e la brezza che ti arrivava alle spalle  li scompigliava di continuo. La spiaggia era deserta. Ti ricordi?
In una mano avevi un libro di Pinter, lo volevi imparare a memoria, allora.
Di tanto in tanto ti fermavi per raccogliere una conchiglia, quella mattina il mare ne aveva portato a migliaia. Ti ricordi?
– Sì, mi ricordo. E’ lì che ci siamo incontrati la prima volta.
– Nella spiaggia di Corinzanas.
– Già.

Silenzio

– Chi te l’ha raccontato?
– Lui.
– Lui chi?
– Tuo marito. E venuto in studio, stamattina.
– Nel tuo studio?
– Sì. Ha qualche sospetto sulla tua fedeltà. Mi ha chiesto di indagare.
– E tu hai accettato?
– Certo, ho una mia etica professionale.

Pausa

– Ti ha parlato di me.
– Sono stato io a chiederglielo. Ho voluto che mi raccontasse tutta la vostra storia d’amore, fin dal principio. Gli ho fatto credere che era utile per capire la tua psicologia.
– Ma tu conosci meglio di tutti la mia psicologia, siamo amanti per questo.
– Siamo clandestini.
– Ma ci amiamo.
– Sì.

Pausa

– Cos’altro ti ha raccontato?
– Ha detto che sei un po’ distante, negli ultimi tempi.
– Ha detto così? Ha detto proprio distante?
– O forse ha detto distratta, non ricordo.
– Cerca di essere più preciso.
– Che importanza ha? Distante o distratta è la stessa cosa.

Pausa

– Ci metto anche la lattuga?
– No, lascia stare, ora devo andare.
– Non mi hai dato ancora un bacio.
– Hai visto l’ora? Lui sta per tornare.
– Oh gesù, hai ragione! Fai presto, esci dal retro.

Dopo qualche secondo si sente il rumore della serratura . Entra un uomo.

– Ciao tesoro.
– Ciao. Tutto bene?
– Sì, ma è stata una giornata faticosa.
– Povera stella.

– Ho fame, mi preparo un panino. Lo vuoi anche tu? Mentre tornavo mi sono fermato dal fornaio, ho comprato il pane che ti piace.
– No, lascia stare.
– Ci metto un secondo.

Pausa

– Un tempo dicevi sandwich.

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24 Risposte to “”

  1. undulant said

    il libro di Pinter è “Tradimenti”, ovviamente!

    bravo bbb

  2. birambai said

    Ma anche L’amante, ma anche Vecchi tempi, ma anche La serra…

  3. undulant said

    Già. Quindi in mano aveva ben quattro libri di Pinter!

  4. birambai said

    O una raccolta, chissà 🙂
    Mi è venuta voglia di inventarmi questi dialoghi dopo aver visto Sleuth – Gli insospettabili, un film di Kenneth Branagh del 2007, con uno strepitoso Michael Caine e il bravissimo Jude Law. La sceneggiatura è di Harold Pinter, il mio drammaturgo preferito.

  5. simple said

    La battuta finale fa sorridere. L?intero dialogo fa riflettere.
    🙂

  6. utente anonimo said

    questa sensazione finale come di criceti sulla ruota.
    bello bello
    petarda

  7. AltraBetta said

    Loop, smarrimento, vertigine. Suggestivo e particolare questo dialogo nudo, spaziato nel tempo (e attempato nello spazio).
    La donna compra il pane che piace all’amante, ma dice “ti faccio un panino”, invece di “sandwich” come diceva da giovane, cosa che l’amante non dovrebbe sapere, non fosse che proprio il marito della donna gli ha raccontato tutto, chiedendone l’aiuto come “professionista”.
    Il pane che ha comprato il marito, invece, è quello che piace alla donna (ohi), ma allora (straniamento) stavolta è il marito che un tempo diceva sandwich!!?
    Vieppiù, a ruota mi domando: possibile che all’interno di “tutta la storia d’amore” (narrata dal marito al professionista) abbia trovato spazio una disquisizione su come chiamare un tozzo di pane??
    Godibilmente surreale. Eh, chissà, in fondo in fondo tutto è possibile: anche che la casa della coppia sia *distratta* dal centro e che mentre leggevo mio marito mi abbia *distante* in continuazione.
    🙂
    Bravissimo.

  8. aquatarkus said

    a furia di panini m’è venuta fame. Avevo sentito il film alla radio su Hollywood Party e mi ero ripromesso di andarlo a vedere. Io in questa tua strepitosa produzione ci vedrei Juliette Binoche, Trintignant da giovane, con l’ingresso finale di un redivivo Ugo Tognazzi che spiega poi per filo e per segno come si prepara il panino (pardon sandwich).

  9. E poi è un po’ come dire che marito o amante stessa cosa è..
    Bello.:)

  10. Penso ad Anniversario…
    (anch’io grande amore per Pinter)

  11. Stessa cosa non è mai. Mia zia diceva sanguis, storpiatura dialettale non priva di grazia. Un sanguis col prosciutto cotto. Ciao! Carlo

  12. zop said

    i racconti circolari sono la mia passione! 🙂

  13. Si si si…racconti circolari che bellezza!
    Io farei un altro giro, però. Si riprende? 😉

  14. aitan said

    bello, sospeso, intrigante,
    sì, c’è tanto Pinter,
    ma io ci vedo anche molto Juan José Millás
    (che tu poi lo abbia mai letto o no, non importa,
    io ce lo vedo,
    e questo basta;
    basta)

  15. utente anonimo said

    Potrebbe essere l’incipit di una pièce teatrale: delinea subito i rapporti tra i personaggi…

    Quando leggo un racconto circolare mi ritorna in mente una sciocchezzuola che ripeteva il mio professore d’italiano al ginnasio:
    – Dove vai?
    – Al cinema.
    – A vedere che cosa?
    – Quo vadis
    – Che cosa significa?
    – Dove vai.
    – Al cinema.
    – A vedere che cosa?
    – Quo vadis
    – Che cosa significa?
    – Dove vai…..
    🙂
    Doremifasol

  16. E c’è pure questa:
    c’era una volta un re
    seduto sul sofà
    che disse alla sua mamma
    raccontami una storia
    e quella cominciò
    c’era una volta un re
    seduto sul sofà
    che disse alla sua mamma
    raccontami una storia…
    bla bla bla

    ma forse è meglio:

    questa è la storia
    della vacca Vittoria
    morta la vacca
    finita la storia.

    (però c’è come un senso di inanità delle cose)..

  17. birambai said

    Dunque i circolari. sì, gli assegni, mandatemi qualche assegno circolare.
    Se avete pensato alla vertigine e alla ruota vuol dire che questo dialogo funziona meglio di quanto avessi sperato.
    Ah, ma i personaggi sono due o tre? Gli uomini sono due o è sempre lo stesso? Non mi ricordo più.

  18. undulant said

    quasi ti ci vedo, allo sportello, a incassare un assegno circolare all’ordine di BIRAMBAI!

  19. All’ordine Bobboti casomai.

  20. triana said

    Non mi dire che hai recentemente visto Sleuth! L’ho visto a suo tempo il che significa taaaanto tanto tempo fa. Fantastico film, fantastiche interpretazioni e non sapevo che la sceneggiatura fosse di Pinter! Eh beh…
    Ma anche tu je l’ammolli parecchio Bobbò, bello bello il tuo circolare.

  21. birambai said

    Undu, sapessi quanto mi ci vedo io allo sportello 😦

    Dipoche: facciamo all’ordine Bobboti Birambai (nome e cognome 🙂

    Trianù. pochi giorni fa. Mi era proprio sfuggito. Ma forse qui a Nughes non è mai arrivato nei cinema.

  22. undulant said

    (acc! mi sa che facciamo lo stesso lavoro.)

  23. birambai said

    uh uh, Undu, e magari pure per la stessa azienda!

  24. ecco.
    sempre un grande piacere passare da queste parti.
    bravissimo, con quei dialoghi si finisce proprio dentro alla storia.

    e finale ad effetto…

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