novembre 10, 2008

Nughes è il nome che ho dato al luogo che abito. Ma da queste parti Nughes vuol dire anche nuvole.
E così chiamiamo anche le noci. Gherigli bianchi, di quelli appena sbucciati, quando il frutto non è ancora secco. Quante volte in questo cielo, in primavera.
Poi ci sono le Nuvole di Aristofane: il teatro, la parodia, la satira di costume. Cose che amo.
E le Nuvole di De Andrè, allora? Certo, con l’introduzione piena di sarditudine. Vanno, vengono…
Dove? E cosa sono? Chiedetelo a Pasolini. O a Totò. O a Modugno. Anzi ascoltatevi la canzone, datemi retta.
Ancora. C’è il Messico e le nuvole, tanto per restare in tema , per dire di altri due che me le hanno cantate bene bene.
Per dire Lessico e nuvole, i giochi , Bartezzaghi, le mie manie.

C’è, infine, ma che bellezza, Blog&Nuvole, un luogo dove qualcuno ti  dice: vuoi giocare? Alla morra? Anche, però ci devi raccontare una storia. Io mi sono fermato. Ho raccontato una storia, quella di Tia Badora la maghiarza. Questa storia è piaciuta e qualcuno la illustrerà.
Con altri 34 autori e non so quanti artisti- illustratori-pittori (gente brava, bella gente, de gabbale)gioco a sa murra. E uno si potrebbe chiedere: che ci fai Bobboti? Non lo so, ancora non lo so.
Insomma fatevi un giro anche voi, da quelle parti.

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16 Risposte to “”

  1. e.l.e.n.a. said

    belle le tue nuvole e quelle che hai detto.
    belle anche le nuvole che ho letto.
    e buoni i gherigli bianchi di noce fresca che fanno le mani nere.

  2. simple said

    la tua storia starà benissimo dentro i fumetti
    🙂

  3. aquatarkus said

    la cosa divertente e che qui, ovvero a Nughes si svolgerà un evento fumettistico.
    Vedi le coincidenze bobbo’.

  4. aquatarkus said

    la cosa divertente e che qui, ovvero a Nughes si svolgerà un evento fumettistico.
    Vedi le coincidenze bobbo’.

  5. birambai said

    Selene, ho visto nuvole (bianche) anche da te.

    simple, grazie. Sì, sarà così.

    aqua, ma sai che non lo sapevo? E hai visto il logo della mostra? Beh, è incredibile.

  6. E’ davvero bello il racconto.
    C’è questa cosa misteriosa del sardo, delle vecchine nere, della terra arsa che per noi nordici fa già magia. Proprio bravo.

  7. il tuo racconto è stupendo; figlio di puttana…
    😉

  8. birambai said

    dipoche parole ma belle: sa che di certa magia ne faremmo volentieri a meno?

    Cubber, parliamoci chiaro: se dovessimo giudicare dalla qualità dei racconti, non riuscirò mai a capire come quella santissima donna di tua madre abbia potuto generare uno come te, un figlio di…vabbè hai capito.

  9. Lo dicevo io che c’era da essere invidiosi! 🙂
    Un saluto alla zia.

  10. AltraBetta said

    estremamente tardo-màrqueziano, pardòn, sardo-màrqueziano.
    estremamente bello.
    ma soprattutto, il metaracconto di noi coleotteri stercorari, che, seppure scampati al labirinto, possiamo ancora finire impiccati.

  11. Petarda said

    magica, magica, anche in formato mignon, la tia badora.
    son curiosissima di vedere la realizzazione finale e son contenta per te :)))

  12. Non cui ho capito nulla. Sono troppo sulle nuvole? Boh…

  13. birambai said

    madamalamarchesa: temo di sì.

  14. utente anonimo said

    ecco, così, per mio personale egoismo

  15. utente anonimo said

    Magico racconto, forte e pieno della tua terra.
    Sgnapis

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