gennaio 31, 2009

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gennaio 24, 2009

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gennaio 20, 2009

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gennaio 17, 2009

Tando su contu andaiat gai, prima unu pagu a innantis e poi derettu insegus,  si che ispentummiat in logos chi non connoschiat niunu e subbitu lu idias a kurzu commente sa linna chi brusiat in su foghile.
Che su cane de Antonimaria chi non ischiadat a inue andare e pariat imbreagu, andande e torrande. Ca Antonimaria che fit ruttu in su gorropu e su cane non ischiat itte faghere, si andade a bidda, a chircade azzudu, o si pranghede incue, a sa sola, sa morte de su mere sou isfortunadu. E sos ocros de Andria chi contaiat su contu si fachiana un’iscutta commente cudhos de Antonimaria, boidos e assuttos. O commente sos de su cane, infustos e isprammados.
E tando fintzas sos ocros meos no ischiant prus itte chircare e abbaidaian sa framma. E intro ‘e sa framma idiant chi sa manu de Antonimaria si moviat pro chircare carchi cosa. E fortzis carrinnaiat su cane. Ca Antonimaria non fit mortu.
Tando su cane curriat a tottu codhu e Andria naraiat chi su sole si che fit iscuricande e non b’aiat tempus meda.

Allora la storia aveva uno strano andamento: per un po’ veniva avanti e subito dopo si allontanava. Si perdeva in luoghi sconosciuti e misteriosi e subito dopo la vedevi vicinissima, come la legna che ardeva nel camino. Come il cane di Antonimaria, che non sapeva dove andare e sembrava ubriaco, mentre correva avanti e indietro. Perché Antonimaria era caduto in un crepaccio e il cane non sapeva che fare, se tornare al paese a cercare aiuto o se fermarsi lì, a piangere, da solo, la morte del padrone. E gli occhi di Andria che raccontava la storia si facevano per un secondo come quelli di Antonimaria, vuoti e distanti. O come quelli del cane, umidi e pieni di terrore.
E allora anche i miei occhi non sapevano più cosa cercare e fissavano la fiamma. E dentro la fiamma vedevo la mano di Antonimaria che si muoveva lentamente. Andava a cercare qualcosa e poi fingeva di accarezzare il suo cane. Perché Antonimaria non era morto. Allora il cane correva a perdifiato e Andria diceva che il sole stava tramontando e che non c’era molto tempo.

gennaio 7, 2009

– Piove.
– Pure qui piove tanto.
– Ma va?
– Sì, che noia…

– Ha mal di testa.
– Chi?
– Come chi! Io ho mal di testa.
– Ah, scusa.

– Oggi  verdure. Dieta dieta.
– Chi?
– Chi chi chi.
– Galleggi?
– Gallina!

– Ora relax.

– Parteciperà alla sagra della pecora in cappotto.
– L’uovo in camicia.
– Calzone con la salsiccia fresca.
– Chi?
– Si è iscritto al gruppo su Nugoresu.
– Il porcetto è meglio dell’agnello.
– Trova amici.
– Con i finocchietti selvatici.

– Ha stretto amicizia con Boboreddu Murrighile.
– Chiudi la finestra.
– Chi?
– S’ainu.
– Ti koddet.
– C’è troppo fumo, ora cambio canale.
– Inizia la nuova serie. E’ la quinta.
– Diventa fan.
– Chi?
– Tu. Dovresti diventare fan della quinta serie. Sei nuovo, diventa fan.
– Diventa fan.
– Chi?
– Io. Divento fan.

– Va in bagno.
– Vacci tu.
– Io vado in bagno.
– Tu vai, egli va. Io vado, noi andiamo.
– Fatto!
– Sbadiglia.
– Chi?
– Io.
– Sbadiglia.
– Chi?
– Ha stretto amicizia con l’edicolante de su Remediu e con Bruno Vespa.

– Joined the cause La sfilata del redentore è meglio dal quadrivio alla solitudine.
– Joined the cause La sfilata del redentore è meglio dalla solitudine al quadrivio.

– Pippo, Franco, Franco Pippo e Pippo Franco  hanno commentato la foto di Pippopippo.
– Chi.

Io e Polanca. Facciamo un po’ di allenamento per feisbùc. Lui si sente ancora molto indietro.