febbraio 26, 2009

Può capitare che Polanca sia di buonumore. E che dica: “Andiamo al lunapark!”
“A Nughes c’è il lunapark?”
“No, ce lo immaginiamo.”
“Sei strano.”
“Non ci vuole nulla.”
“Bah, Polà, a volte penso che tu sia scappato da un cartone animato.”
“Io vado, tu fai come vuoi.”
“Vengo anch’io” dice Bulgaria.

Prima l’uno poi l’altro chiudono gli occhi. E subito cominciano a cantare. Butta in aria le mani… e poi lasciale anda-a-aar. Bulgaria fa anche le mosse, è un bruttissimo spettacolo.
Poi Polanca dice: “Dieci gettoni, mi dia dieci gettoni, sei gialli e quattro rossi.
“ Sono sette euro.”
“Eccone dieci, tenga pure il resto.”
“Cazzo gli hai regalato tre euro, potevi prendere altri tre gettoni!
“Non fare il taccagno, è festa anche per lui.”
“Facciamo un giro sulle seggiole volanti.”
“Va bene, però stavolta mi spingi tu, io sono più leggero.”
Altro giro, altra corsa, se fai come Simone… non puoi certo sbagliar pà- pà- pà -pà papà- papà.
“Adesso! Vaaiiii”
“Prù poleee!
“Preso. Ho preso il nastro, lo sapevo che era la mia giornata, abbiamo vinto un giro!”
“Sì, ma mi ha stufato, andiamo al pungiball.”
Quando sento “pungiball” mi viene voglia di seguirli, Bulgaria che tira le sventole è spettacolo da non perdere.
Prima però tocca a Polanca. Prende un metro di rincorsa e si scaglia con tutta la forza contro l’ovale di cuoio. Stonf. La lancetta si muove di un centimetro.
“Devo spostare il baricentro” dice, massaggiandosi le nocche e girandosi dall’altra parte per nascondere la smorfia di dolore.
“Fatti meno seghe, Polà.”
Bulgaria infila un altro gettone e il braccio di metallo si abbassa di nuovo. Poi si mette a boxare contro l’aria, girandoci intorno col suo metroecinquanta di muscoli. Lo sentiamo che discute con un bersaglio invisibile.
“ Lei la deve smettere di chiamarmi Romania, non glielo ripeto più. E il mio amico è Bobboti, non Borlotti. Questo giochetto di storpiare i nomi la rende ancora più coglione. No, no, a me non mi fa ridere neanche un po’. Unf, unf, unf.”
Poi si ferma, si concentra, stringe i denti. “Te la sei voluta, Emiglio Merda, prenditi questa frequenza!”
Tira una botta che neppure Udella ai tempi dell’europeo l’avrebbe potuta replicare. La macchinetta comincia a suonare, sembra una sirena dell’ambulanza. Stelline e donne nude si illuminano.
Polanca guarda Bulgaria con aria soddisfatta, si capisce che è orgoglioso della sua amicizia.
Più tardi, lanciando i cerchietti di legno, vinciamo due bottiglie di spumante e una bottiglia di uno strano liquore giallo. Bulgaria se ne scola la metà. “Mmmh… così così, è meglio il Vov di mamma.”

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17 Risposte to “”

  1. Bakis said

    E’ sempre un piacere leggerti!

  2. simple said

    bellobellobello

  3. Skeight said

    La tecnica di concentrazione di Bulgaria è poco ortodossa (strano, parlando di Bulgaria!) ma efficace 🙂

  4. birambai said

    RobySan, ma davvero davvero hai chiuso il blog? Noooo!

    Bachise’ coment’istas?

    Simple: Lobello.

    Skei: a volte si concentra togliendosi le caccole dal naso.

  5. Tira una botta che neppure Udella ai tempi dell’europeo l’avrebbe potuta replicare.
    Sto ancora ridendo ah ah ah 🙂
    Bello bello bellooo.

  6. AltraBetta said

    quando ti fai surreale tangibile sei uno spettacolo. e, d’altro canto, il luna park.
    avrebbe calzato nel finale il polanca che strappa di mano la bottiglia immagin’aria a bulgaria
    – “ma non vedi che è mirto, zedda piras!”
    e se lo beve.
    chiaro che poi sarà ubriaco.

  7. utente anonimo said

    Delizioso.

    Pare di vederli.

    E il vov della mamma, cordone ombelicale di gradazione alcolica.
    Chi non ha amato il vov della mamma?

    I nomi sono già loro un programma.
    Bello:)

    Sgnà sloggata

  8. e.l.e.n.a. said

    già, non ci vuole nulla…
    ma che bello che è quello che scaturisce da questo nulla!

    (“prenditi questa frequenza!” è strabiliante! 🙂

  9. zop said

    il parco della luna… mi ricorda Sonny Boy e la sua ragazza, Fortuna.

  10. triana said

    Mitico Bobbò! Quando racconti di Polanca penso sempre che mi piacerebbe far parte della comitiva e un po’ mi sembra di esserci davvero. E il sistema di concentrazione di Bulgaria non solo è efficace, ma è anche ortodossissimissimo. Se mi mettessero sul punjiball la faccia dichi so io vedi le campane che riuscirei a scatenare pure se femmina e deboluccia:))

  11. aquatarkus said

    è come lo sciopero virtuale, però più divertente e non perdi soldi.

  12. Petarda said

    viva polanca e i suoi amichetti, ecco. che poi da noi quella giostra lì dell’inizio si chiama pentalcù! 🙂

  13. Polanca scappato da un cartone animato? Ecco, mi pare sia un’ipotesi affascinante…

  14. vieenblues said

    Mi piace la commistione di surreale e realistico, e il registro ironico è quello giusto. A proposito, che cacchio vuol dire bobbotti? (non ho mai capito se si tratta di qualche strano vezzeggiativo sardo, o di nome vero…)

  15. melacecca said

    te lo avevo già scritto che mi sembri bravissimo?

  16. xdanisx said

    Era il ballo di Simone. Udella pure fa una gran bella figura.
    Bellissimo.

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