aprile 17, 2009

Di quella volta che Bulgaria tornò a casa molto stanco dopo una dura giornata di lavoro. Aveva lavorato tutto il giorno a formare covoni di fieno alti tre metri.
Era sudato e sporco di polvere di fieno. In più, molti aghi di fieno gli si erano infilati nei pantaloni. Per questo era anche un po’ nervoso. Sua madre disse: “Vuoi che ti prepari la cena?”
Ma Bulgaria non rispose e corse subito in bagno per farsi una doccia. Sotto il getto dell’acqua fresca, pensò che l’uomo non può vivere senza l’acqua. Pensò anche che il fieno è bastardo, quando ti sembra di averlo raccolto tutto ce n’è sempre ancora un po’ che prima non avevi visto. Poi fece una riflessione senza molta importanza su un tatuaggio che Gianmarco Pilosu, il suo compagno di lavoro, aveva sull’avambraccio destro. “E’ una rosa, a me le rose non piacciono” pensò.
Quando uscì dalla doccia vide il gatto che se ne stava accoccolato in un angolo del divano.
“Bella la vita eh!” disse Bulgaria.
Il gatto, sollevando la testa, guardò Bulgaria nello stesso modo in cui poteva guardare una patata lessa. Si sa che ai gatti le patate non piacciono, ma in quello sguardo c’era anche un menefreghismo che a Bulgaria fece girare le scatole. “Sei il gatto più fesso che abbia mai conosciuto, uno di questi giorni ti cospargo di gasolio” disse. Il gatto non aprì neanche gli occhi.
In cucina Bulgaria trovò la mamma che stava riscaldando una minestra fatta con la ricotta salata.
“E’ la ricotta salata più buona di tutto il vicinato, l’ha fatta Cosimino Broso.”
Bulgaria aprì il frigo e prese una bottiglia di birra che aveva aperto la sera prima. Anche se ci aveva messo il cucchiaino a mo’ di tappo, era completamente svanita. Allora, senza neanche pensarci, se ne andò in camera sua e si coricò. Sentiva la madre che urlava: “ Ma non vieni a mangiare? Vieni, la minestra con la ricotta salata è buona soltanto quando è calda.”
Ma ormai Bulgaria era tutto preso dalla lettura di una rivista dove si parlava delle grandi opere architettoniche dell’Impero Romano. Più tardi, prima di addormentarsi, provò a disegnarsi sul petto il corpo di una donna nuda vista da dietro. “Questa penna ha la punta troppo grossa” pensò, “solo quei maledetti aghi di fieno sono così fini.”
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5 Risposte to “”

  1. e.l.e.n.a. said

    volevo dire che quella cosa che c’è di là fra le nuvole è davvero bella. ma proprio bella bella!

  2. birambai said

    grazie, bellezza. si può migliorare, e forse lo faremo. Ho la fortuna di avere amici bravi. Gavino Murgia è un musicista strepitoso, uno dei migliori talenti che abbiamo nell’isola. E Davide, sono sicuro, farà cose importanti.

  3. Bella davvero…quella cosa di là. Concordo pienamente.

  4. triana said

    Intanto è bella questa, mo vado a vedere l’altra

  5. E se dico che sono belle tuttedue? 🙂

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