aprile 20, 2009

Ed ecco quanto accadde a Bartolomeo Branchitta una mattina di Marzo di dieci anni fa.
Prima di uscire per recarsi al lavoro, Bartolomeo guardò il cielo dalla finestra: “E’ un po’ nuvoloso” disse, “meglio prendere l’ombrello.”
Uscì, con in mano l’ombrello.
Dopo che ebbe fatto cinquanta metri, sentì sulla punta del naso la prima goccia di pioggia. Poi, per altri venti metri e più,  non sentì nulla. Ma dall’ottantesimo metro avvertì nuovamente qualche goccia che veniva giù. Una lo colpì sul mento, un’altra dietro l’orecchio sinistro.
Ecco, lo sapevo. Ho fatto proprio bene.
Si fermò sui propri passi e si apprestò ad aprire l’ombrello. In quel momento era tutto soddisfatto per la sua scelta previdente. Ma quando la raggiera finì la corsa nell’asta verticale, si accorse che una stecca era fuoruscita dall’incastro e la stoffa non aveva assunto la forma di cupola tipica degli ombrelli.
Oh, disdetta, un ombrello così nuovo!
Allora valutò meglio la situazione e decise di riparare il guasto. “Non posso camminare per strada con un parapioggia tutto sbilenco.”.
Lo disse con disappunto e per la prima volta, dopo che per almeno cinque volte aveva pensato “ombrello”, disse “parapioggia”.
Il giorno dopo, certamente, sarebbe andato a protestare al negozio che glielo aveva venduto, ma per il momento era urgente riaggiustarlo, ne andava della sua reputazione. Così, cercò di rimettere a posto la stecca.
Non era così facile, quella faceva resistenza.  Allora provò a chiudere l’ombrello a metà, poi per tre quarti, sempre cercando di piegare la stecca per accomodarla nell’incastro.
Vi riuscì dopo innumerevoli tentativi. Intanto però aveva cominciato a piovere forte e il suo impermeabile era ormai bagnato sulle spalle e i suoi capelli completamente fradici. Tuttavia, contento per la sistemata che aveva dato all’ombrello, si rimise in marcia di buon grado.
Dietro la svolta di Via Crabbellini, incontrò un passante che lo guardò a lungo senza salutarlo.
“Perché mi guarda così?” si chiese Bartolomeo, aggrottando le sopracciglia come ogni uomo che si pone un interrogativo. “Forse pensa che io sia pazzo.” “Ma guarda! Pensa che sia pazzo perché mi vede bagnato pur avendo io l’ombrello.”.
“Forse è meglio che lo chiuda” pensò, “tanto ormai sono zuppo. Così la gente smette di farsi strane domande”. Lo chiuse e accelerò il passo. Pioveva sempre più intensamente.
Poco dopo incontrò una vecchia signora che andava in direzione opposta alla sua. Quando gli fu vicino, lo squadrò da capo a piedi. Poi scosse la testa come se volesse compatirlo.
Bartolomeo pensò: “Cosa vuole questa vecchia rincoglionita? E perché non se ne sta a casa, a quest’ora del mattino, con questo temporale?”
Tre passi più avanti pensò: “Mi ha guardato in modo strano. Anche lei pensa che io sia pazzo. Lei crede che io sia pazzo perché tengo l’ombrello chiuso, sotto questo diluvio.
Allora pensò di riaprirlo. Ma subito ci ripensò. E affrettò ancora di più la sua camminata. Ora quasi correva.
Arrivato in Via Starallani, quella strada che l’amministrazione comunale aveva deciso di riportare ai vecchi fasti, si accorse che i lastroni di pietra erano molto scivolosi. Perciò decise di camminare un po’ più lentamente.
Ma non così piano, arriverò tardi in ufficio.
In questa sua indecisione, modificò più volte la sua andatura. Poi ebbe la sensazione che qualcuno lo stesse osservando da una finestra di un palazzo. Sì voltò di scatto per sorprendere la spia.
 Il movimento fu troppo brusco e Bartolomeo Branchitta perse l’equilibrio e cadde rovinosamente. Nella caduta cercò di tenere l’ombrello più in alto che potè, irrigidendo il braccio: “Altrimenti quel farabutto di Mannari dirà che l’ho rovinato io.” Mannari era il commerciante che gli aveva venduto l’ombrello.
Si ruppe l’altro braccio e una spalla.
Mentre lo portavano all’ospedale, il cielo si schiarì. Bartolomeo, sull’ambulanza, nonostante le rassicurazioni di un’infermiera, stringeva l’ombrello con la mano destra, quella sana.

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8 Risposte to “”

  1. undulant said

    a quella vecchia rincoglionita lo avrà fatto il gesto dell’ombrello, o meglio, il gesto del parapioggia?

  2. e.l.e.n.a. said

    -che lavoro schifoso…
    -potrebbe esser peggio…
    -e come?
    -potrebbe piovere!

    (e avere un ombrello parapioggia!)

  3. AltraBetta said

    godibile ed educativa quanto una favola di esopo. la morale potrebbe essere che “nella sinfonica entropia della vita, l’eccessiva precisione *stecca*”.
    (occhio, refuso: contentò)

  4. birambai said

    undu: Bartolomeo Branchitta ha studiato dai Gesuiti.

    elena: (e avere il governo ladro)

    Betta: sì, la questione morale.

  5. Veramente più del governo era ladro il commerciante di parapioggia.
    Per una volta!
    Se fosse andato da un commerciante di ombrelli sono certa che tutto questo non sarebbe successo.

  6. La pioggia è prepotente, irriverente, spesso micidiale. Ecco perché è cosi provocante e sensazionale in certi momenti: lava via paure e peccati. Purifica e rigenera.
    Ma non riesce mai a oltrepassare il tessuto impermeabile delle “questioni di principio”.
    Concordo.

  7. Forse non c’entra granché, ma mi domandavo se a Bartolomeo Branchitta piacesse Bertold Brecht (o viceversa).

  8. triana said

    A me sembra anche un po’ gogoliana questa storia:))

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