settembre 5, 2009

Ecco che sono affacciato alla finestra per godermi il magnifico sole di Settembre. E’ proprio un bello spettacolo. In lontananza posso vedere il paesino che sta ai piedi del monte Forrali e una piccola nuvola che si è fermata lassù. E poi ci sono tutte le donne che passano nella via, di ritorno a casa all’uscita della messa. C’è anche la signora Birinu, fasciata dentro un vestito elegante. Ha ancora un bel culo, la signora Birinu. Visto dall’alto sembra ancora più bello.
Il sole di Settembre, la domenica mattina, è speciale. Ti entra in casa e tu ti senti come se avessi quindici anni, con quel senso di tranquillità avvolgente che non provi neppure con l’ansiolitico. Sono molto contento, penso che dopo un altro caffè mi godrò ancora questo stato di beatitudine, a speculare sul senso della vita e sul miracolo che può scaturire dentro l’uomo.
Così pensando, sollevo lo sguardo per farlo vagare di nuovo fra gli uliveti della vallata. In un attimo mi perdo nello spettacolo della natura, nel mistero che si nasconde dentro la meraviglia del creato.

Ma lo sapete anche voi che la felicità inciampa al primo ostacolo e cade dopo pochi passi.
Una mosca, uscita chissà da dove, mi passa sopra la testa e subito dopo, dopo aver fatto una piroetta velocissima, punta dritta contro di me. Le mosche mi fanno schifo, soprattutto quelle grosse. Immagino che siano piene di carne putrefatta e di succo di melone rancido. Grasse e piene di una poltiglia gialla maleodorante. Inoltre -e questa è una cosa che so da quando ero bambino- alcune specie di mosca depongono le uova in volo. E lo fanno spesso dentro l’occhio delle persone, rilasciando queste uova come se fossero bombe a grappolo. Come se l’occhio fosse l’Afghanistan e loro l’aviazione americana.
Chiudo in fretta le palpebre, prima che sganci gli ordigni, quella bastarda. Però non credo di aver fatto in tempo, la velocità di certe mosche supera di gran lunga il pensiero, soprattutto quando tu sei immerso nel tepore avvolgente di Settembre.
Subito mi sembra di sentire un corpo estraneo dentro l’occhio. Corro in bagno, mi lavo con l’acqua fredda. Poi con quella un po’ più calda. Quando mi guardo allo specchio mi sembra di vedere dei puntini gialli dentro la cornea. Allora ci passo sopra un fazzoletto pulito e poi un poco di sapone. Mi brucia, mi brucia tantissimo.
Telefono al mio medico.
“Sì, dottore, proprio così, dentro l’occhio ho un milione di larve. Sento che si muovono. Mi ha bombardato all’improvviso, quella maledetta, senza preallarme”.
“Venga in ambulatorio, fra dieci minuti sarò lì”.
Mi visita, mi ispezione per bene con una lente, mentre io ho dei tremori alle gambe. Poi scrive una ricetta. “Prenda questo, le passerà tutto in pochi minuti”.
Quando arrivo in farmacia cerco di leggere cosa mi ha prescritto, ma come al solito non si capisce una mazza. La farmacista, invece, capisce subito. Mi sorride. Anche la farmacista ha un bel culo, non come quello della signora Birinu, però è bello lo stesso. Chiudo l’occhio bombardato e la guardo con quello sano, mentre apre un cassetto per prendere la scatola della mia medicina.
Quando torno a casa apro in fretta il pacchetto e tirò fuori la scatola. E’ il solito flacone di ansiolitico.
Vabbè, lo prendo.
Dopo un po’ sto meglio, l’occhio non mi brucia più. Ma non è la stessa cosa del sole di Settembre che ti entra dalla finestra la domenica mattina. Quello stato di benessere che ho provato un’ora prima non lo ritrovo più. Anche perché adesso dalla strada mi arrivano solo le voci di tue pipi che parlano delle dimissioni di Boffo. Poi ridacchiano in modo sgradevole.
Ripeto tre volte la parola "caduco".

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8 Risposte to “”

  1. Ne ero certo, e questa è la conferma: la sua età mentale staziona intorno ai 12 anni e lei, in questo mondo che non la capisce (ma non è meno vero il contrario…), è un naufrago. Siamo proprio dalle parti del Signore delle Mosche…

    P.S. Ho glissato sul suo utlimo sms fariseo, ma voglio che lo sappia: le sue reiterate defezioni estive non passeranno lisce.

  2. triana said

    Lo sapevo…Conoscendoti, la vagheggiata contemplazione dall’alto del bel culo della signora Birinu nel tepore settembrino non lasciva presagire niente di buono:))
    Un baciuzzo Bobbò

  3. e.l.e.n.a. said

    [che ci piaccia o no è sempre questione di culo.]

  4. bortula said

    senti un po’,
    come si fa a entrare in questo circoletto?

    saluti,
    bortula

  5. birambai said

    Maestro, sono ancora in ginocchio sui ceci, mi perdoni, la prego. L’estate è così, ti sembra di avere un sacco di tempo libero e invece, proprio ad Agosto, la salsiccia è più abbondante del tempo.
    ps: sarà per quello che mi chiamano signor moscato?

    Trianuzza: baci ripetuti a gogò. Ti penso spesso.

    Elena: sottoscrivo financo le parentesi.

    Bortula, sorellina amatissima! Si fa così: si entra sensa neanche passare dal via. Oppure ci si apre un blog e poi, all’ora del tè, si passa tutti a casa tua a conversare amabilmente.

  6. bortula said

    celo.
    qui:
    bortula.splinder.com

    mica tanto capito come funge la questione.

  7. birambai said

    sorellina, non c’è niente da fungere. celai, celò. bò.

  8. bortula said

    intendevo lo scambio di link, fratellino adottato, o come fare per rendere noto che si è postato qualcosa, ad esempio. O funziona a telepatia?

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