ottobre 4, 2009

Il gatto, ogni tanto, si risvegliava dal suo torpore. Acciambellato sul pavimento, nel quadrato di sole che entrava dalla finestra, apriva gli occhi e rivelava la sua esistenza con un sonnacchioso miagolio. Un solo verso, tedioso, rivolto a una delle piastrelle di ceramica che ricoprivano la parete dietro i fornelli.
Il bambino, allora, distoglieva l’attenzione dai suoi giochi e riponeva sul tavolo il tassello del puzzle che stava cercando di incastrare. Guardava  il gatto.
“Mamma, il gatto ha detto miao un’altra volta” diceva, rivolto alla madre.
La mamma, intenta a lavare i piatti, era talmente immersa nei suoi pensieri che lasciava cadere nel nulla l’osservazione del bimbo. Allora Giangi ripeteva la frase con un po’ di vivacità: “Ma’, il gatto ha detto miao!”.
Solo al quarto tentativo riusciva a ottenere l’attenzione richiesta: “E perché ha detto miao, il matto?
“Perché ha visto il pesce disegnato nella maiolica”.
La donna non si voltava. Nella cucina si sentiva solo il rumore delle stoviglie riposte nello scolapiatti e quello dell’acqua che scendeva nel lavello. Il pesce marrone, con la testa grande e gli occhi gialli, sembrava un mostro preistorico. Giangi lo guardava. E, di nuovo, guardava il gatto. L’animale, dopo qualche minuto, ripeteva il suo verso.
Poiché non succedeva nient’altro, il bambino premeva il tasto del telecomando. Il telegiornale diceva cosa bisognava fare per arrivare in forma alla prova costume da bagno. Subito dopo, un tale con la cravatta, diceva la parola “cattocomunista”. Allora il micio  allungava una zampa posteriore per sgranchirsi. Poi sbadigliava e lentamente se ne andava a cercare la sua ciotola.
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11 Risposte to “”

  1. utente anonimo said

    che bello,
    sempre una grande emozione, leggerti.
    Sempre graffiante Frade Mannu.

    un abbraccio

    A.

  2. birambai said

    sempre, cara e.l.e.n.a.

    fradigheddu, è un grande piacere incontrarti.

  3. cf05103025 said

    Bravo, te!!
    E’ ‘na roba bestiale ‘sto gatto che ripete il suo verso, sì,
    scommetto ch’era il micio saggio di Leopardi,
    però scappava spesso perchè avea paura, esso lui, dei felini grossi,
    e riedeva alla sua parca mensa, miagolando,
    cioè alla sua ciotola dismessa,
    già…:7))
    MarioB.

  4. Bellissimo non dialogo tra sordi, muti, disattenti e gatti. Come dire: come vanno di solito le cose nella vita ( a parte i gatti..).

  5. FireArrow said

    Quindi il gatto non ha raccolto i suggerimenti per la “prova costume”….
    Imperterrito, cerca la sua ciotola…
    Grazie per il passaggio nel mio blog, buona serata 🙂

  6. Ho vaghi ricordi di piastrelle con pesci. Li mettono non di rado i pesci nelle piastrelle, è vero. Non sapremo mai il vero motivo dei miao. Ciao.
    Carlo

  7. in quella cucina si è consumato un delitto: quello della comunicazione tra generazioni! P.S. mi sta simpatico il gatto che sbadiglia e volta le spalle all’uomo con la cravatta!

  8. Dolce è la vita dei gatti, anche dei gattocomunisti. Che bell’atmosfera ‘metafisica’ in questo racconto.

  9. bortula said

    Io ho un airone nero e dorato nelle piastrelle proprio sopra la vasca da bagno.
    Signorile.
    Davvero elegante.
    Nei pensieri di chi l’ha progettato.
    E’ una postazione provvisoria e non me ne preoccupo molto perchè andrò via, altrimenti, penso, per non sacrificare il resto delle piastrelle rifacendo il placcaggio daccapo, ci avrei incollato sopra un quadro col silicone.

    Bortulina Bella

  10. utente anonimo said

    anch’io gatti e pesci di maiolica!
    petarda

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