novembre 3, 2009

“Ora devo proprio andare” disse l’uno.
“Così presto?” chiese l’altro.
“Sì, è un vero peccato” replicò l’uno. E aggiunse: “La passeggiata nel parco è stata davvero piacevole, accanto a lei mi sono sentito molto più bello e più intelligente”.
“Cosa intende dire?”
“Poche storie, se fa un confronto fra noi due, io la supero in tutti i sensi”.
“Lei è un presuntuoso”.
“Ma lei è davvero mediocre. E ha la pelle che fa un po’ schifo. Comunque la ringrazio per la compagnia”.
“Oh, grazie a lei”.
“No, davvero, grazie a lei”.
“Non insista”.
“Insisto”.
“Se è così…”
“Ora devo andare, non vorrei fare ritardo”.
“Ha un appuntamento galante?”
“Come ha fatto a capirlo?”
“Si vede da come cammina nervosamente. In più non ha ascoltato una parola di quello che ho detto finora. Quando uno è così distratto è perché c’è una di mezzo una donna”.
“Non si illuda. Il suo spirito di osservazione non mi fa cambiare idea su noi due. Io rimango di gran lunga superiore a lei”.

A questo punto i due uomini tacquero. Nel silenzio che seguì, entrambi poterono sentire il canto di un uccello nascosto nelle fronde degli alberi.
“E’ un usignolo” disse uno.
“Non dica sciocchezze, è una cinciallegra” ribatté l’altro.
“Forse ha ragione lei”.
“Certo che ho ragione”.

L’uno e l’altro, nuovamente,  rimasero in silenzio, come se avessro finito gli argomenti di conversazione. Uno guardò per l’ennesima volta l’orologio. L’altro disse:
“E ci va vestito così?”
“Dove?”
“All’appuntamento”.
“Quale appuntamento?”
“Ha appena detto che ha un appuntamento con una donna”.
“Sì, lo confermo”.
“E dunque?
“Dunque cosa?
“Ci va così vestito?”
“Ha qualcosa da dire sul mio abbigliamento?”
“Non mi sembra molto curato”.
“Badi al suo, di abbigliamento. Ha una giacca orribile”.
“Ma io non devo incontrare nessuno. E comunque, al suo posto, avrei messo qualcosa di elegante”.
“Vedendomi elegante lei potrebbe chiedersi come mai mi sono vestito così”.
“Lei chi?”
“La ragazza che devo incontrare”.
“Deve incontrare una ragazza?”
“Sì, fra dieci minuti".
“Aveva detto una donna”.
“E’ una donna giovane”.
“Allora fa bene ad andarci così”.
“Non lo so se faccio bene. Lei potrebbe anche pensare che non mi sono vestito elegante perché non ci tenevo abbastanza all’appuntamento”.
“Veramente non penso niente di tutto questo”.
“Lei, la ragazza! Non lei lei”.
“Oh, mi scusi”.
“Vede che avevo ragione a pensare che lei sia molto inferiore a me”.
“Sì, forse ha ragione. Lei è più sveglio. Però non deve lambiccarsi troppo”.
“Lambiccarsi?”
“Sì, non si lambicchi”.

Uno reiterò la parola “lambicchi” e cominciò a ridere. Poi sputò per terra e guardò l’altro con commiserazione.
L’altro ascoltò di nuovo il canto degli uccelli.

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4 Risposte to “”

  1. triana said

    Mi riconosco più nell’altro che nell’uno, eppure mi lambicco. E lei bobboti, si lambicca? Se si lambicca si lambicca bene per tirare  produrre sì speciali dialoghetti e raccontini.

  2. la ragazza vide l’altro e se ne innamorò, lasciando l’uno con la sua presunzione a lambiccarsi per l’eternità.

  3. boh, mi pareva di aver lasciato commenti e invece zero.
    niente, mi fai venire in mente ale e franz…!!!
    ciau bobbò

  4. Concordo con anonimo. Ho pensato che potesse essere un dialogo dei due, salvo alla fine, che vira al poetico e alla finezza stilistica. Gli piacerebbe a quei due, avere dei testi così.
    Ciao grande uomo sardo.

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