gennaio 18, 2010


Quando sentì il banditore comunale che diceva dell’apertura del mercatino, Giannantonio ebbe un sussulto. Camminava nella strada senza una meta precisa e pensava, di tanto in tanto, che con i pochi spiccioli avrebbe potuto comprare un pacchetto di sigarette da dieci. Per questo fu colto di sorpresa dall’annuncio. Tanto di sorpresa che si chiese:
“Come mai questa stupida voce portata dal vento mi ha fatto…come si dice, mi ha fatto…”.
Si sforzò per un po’ ma il verbo trasalire non gli venne in testa. Però, dopo essersi interrogato sulla sua indole, capì a cosa era dovuto lo sbandamento: “Al mercatino c’è la biondina che vende le scarpe, ecco perché”. E così decise di andare in piazza.
Accelerò il passo e arrivò sul posto in un baleno. Facendosi largo fra le vecchiette, cominciò a sbirciare a destra e a manca finché trovò l’ombrellone giallo delle calzature.
La biondina che aveva visto le altre volte, purtroppo non c’era. Al suo posto, dietro la bancarella, c’era un tipo con la camicia aperta sul petto. “Deve essere il padre” pensò. Lo guardò da lontano ma non trovò nessuna rassomiglianza. E inoltre gli sembrò strano che una ragazza così dolce potesse avere un genitore con un ciuffo di peli che spuntava dalla camicia. Allora decise di avvicinarsi per guardare meglio, sempre pensando alla ragazza. Effettivamente i peli erano un po’ biondi ma questo significava ben poco.
“Prima o poi uscirà dal furgone, sono sicuro che è lì dentro a fare un inventario”.
Aspettò per una decina di minuti, fingendo un qualche interesse per gli scarponcini e per gli stivali di gomma. “Costano poco” gli disse il tizio. Giannantonio si sforzò di sorridere e rimase imbambolato, senza dire niente, come se lo avessero sorpreso con le mani dentro la marmellata.
Riprese a toccare ogni tipo di scarpa e di ognuna guardava la suola e leggeva il numero.
Passarono altri due minuti ma la ragazza non si decideva a uscire dal furgone. Questo fatto procurò a Giannantonio una bella dose di eccitazione. Cominciò a toccare anche le pantofole di pelliccetta nera. “Per sua madre?” gli chiese il tipo col ciuffo. “Mia madre è morta” rispose seccato Giannantonio. E aggiunse: “Dentro avete altra mercanzia?”
“Dentro dove?”
“Nel furgone”.
“Gli stessi modelli, altri numeri”.
“Vorrei misurare il quarantacinque di queste” disse,  prendendo in mano un mocassino marrone. Il tipo se lo squadrò. Poi cercò di guardargli i piedi.  “Quarantacinque? Ho sentito bene?”
“ Ha sentito benissimo, quarantaquattro e mezzo o quarantacinque, purtroppo calzo il mezzo numero qualche volta”.
L’uomo, dopo aver ricomposto le labbra in un’espressione più naturale, si voltò di spalle e andò ad aprire il portellone del furgone. Giannantonio sperava di vedere la biondina. Allungò il collo ma vide solo scatole di cartone e una branda con una coperta sopra. Della ragazza neanche l’ombra.
Mentre il tipo continuava a controllare  le scatole, arrivarono vicino alla bancarella due vecchiette. Subito cominciarono a  controllare il prezzo delle pantofole. E non smettevano di chiacchierare. Una, con una voce stridula, disse: “Si è fatto da solo, è un grand’uomo.”  L’altra rispose che sì, si era fatto da solo e che gli volevano male solo perché era ricco e onesto.
Giannantonio capì allora che la giornata era proprio storta. Con orrore si guardò intorno e subito scappò via.
Corse a perdifiato fra la gente, sbattendo qua e là. Gli venne il fiatone ma proseguì nella sua fuga. Si fermò solo quando giunse in Via Parteolla. Lì si sentì un po’ tranquillo. Si fermò e disse ad alta voce “Trasalire”. Lo disse tre volte.

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4 Risposte to “”

  1. undulant said

    e tu mi fai sobbalzare, bbb…

  2. utente anonimo said

    Grazie per gli auguri Bobbotino bello! Tengo sempre a mente che prima o poi devo festeggiarlo coi fuochi dalle parti tue. Il raccontino è delizioso come sempre.

  3. marosit said

    facciamo(lo) trasecolare, va’.
    ché quello dei ricchi-e-onesti dev’essere un altro mondo.
    (‘deve’ per modo di dire. per dire ‘sarà’, ‘è’, ‘si presume che sia’, ‘non può che essere’ ecc.)

  4. triana said

    si era capito che l’anonimo ero io?

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